Roma, malato di Alzheimer in fuga dalla Rsa come nel film cult "Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve"

Giovedì 5 Agosto 2021 di Marco De Risi
Roma, malato di Alzheimer in fuga dalla Rsa: ascoltava musica classica a casa

A 86 anni si è reso protagonista di una fuga da un centro anziani che ha ricordato il film cult del regista svedese Felix Herngren che ha portato sul grande schermo "Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve" di Jonas Jonasson.  Anche l'anziano romano si è calato da una finestra a diversi metri d’altezza. Il centro si trova all’Ardeatino ed è scomparso. Svanito nel nulla.

L’uomo, che fra l’altro è affetto dall’Alzheimer, non ha più parenti e c’è solo un avvocato che si occupa di lui a livello legale. A seguire il caso è stata la polizia del Distretto di Tor Carbone. Una vicenda che ha messo in apprensione gli stessi agenti che non sapevano da dove iniziare l’indagine mentre sapevano che l’uomo soffre anche di epilessia.

Il vecchietto non ha lasciato nulla al caso quando ha deciso di ”evadere” dal centro anziani. Gli agenti, nell’indagare ufficialmente sulla scomparsa, hanno controllato la telecamera che inquadra l’entrata e l’uscita del centro. Ma la telecamera non inquadra mai l’anziano che come un fantasma è riuscito a calarsi dalla finestra e a sparire nel nulla. Ma come si poteva fare per trovare la pista giusta per arrivare allo scomparso? I poliziotti hanno ascoltato alcuni amici dell’uomo ma nessuno ha saputo dare notizie della persona ricercata. Tutti hanno detto che erano anni che non si vedevano. 

 

Gli indizi

 

La polizia ha scoperto che l’ottantenne ha un’utenza telefonica: ha un cellulare. Ecco, proprio come si fa per i ricercati di mafia, è partita la localizzazione. Attraverso sofisticati apparecchi che hanno gli investigatori si può vedere il percorso del cellulare attraverso le celle e, quindi, può essere un metodo prezioso per individuare la persona che si sta cercando. Ma, anche questo sofisticato meccanismo è fallito in questo caso. Niente da fare. Neanche il rintraccio del cellulare è servito.

Perchè? In pratica l’anziano ha scaricato il cellulare che non emetteva più nessuno impulso. Però il telefonino aveva rilasciato alcuni impulsi vicino casa dell’uomo. In teoria all’anziano gli erano state tolte le chiavi di casa che sono in possesso del suo curatore legale. Quindi, è stato detto alla polizia che non poteva trovarsi a casa. Ma gli agenti hanno tentato anche la pista dell’abitazione. Arrivati sotto casa il portiere ha detto che il vecchietto non si era visto. Invece, lui aveva fatto una copia delle chiavi ed era tornato a casa senza avvertire neanche il portiere. Quando i poliziotti hanno suonato il campanello lui è venuto ad aprire in vestaglia, poi li ha portati in salotto dove stava ascoltando musica ad alto volume dalla radio. Per riportarlo al centro anziani i poliziotti hanno dovuto farlo convincere da un vecchio amico che gli ha parlato per telefono. A quel punto è ritornato al centro anziani. 
 

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