Roma, Pigneto sommersa dai rifiuti: «Dopo la movida non li raccolgono»

Venerdì 4 Settembre 2020 di Laura Bogliolo
​Roma, Pigneto sommersa dai rifiuti «Non raccolti dopo la movida»

Maria ha settanta anni, non è armata di guanti perché sta per compiere un gesto istintivo: con una mano tiene la busta della spesa, con l'altra strappa una pianta infestante che è diventata ormai un alberello su via l'Aquila e intanto dà un calcio a un bicchiere di plastica che puzza di birra. E sbotta: «Ecco, ci vuole tanto a pulire un marciapiede?». Accanto alle erbacce, ci sono i resti della movida, quei rifiuti che non vengono raccolti e ricordano il passaggio di gruppi di giovanissimi e non, che fino a tarda notte inondano il Pigneto assediandolo. Maria non fa parte di alcuna associazione di volontariato, né indossa il fratino blu con la scritta Retake.

È solo una romana, residente, stanca di veder sprofondare nel degrado il popolare quartiere dove è nata. Quell'angolo di Roma, scelto da Pier Paolo Pasolini come location naturale del film l'Accattone, oggi devastato dalla movida sfrenata, appare sempre più sofferente: dopo la baldoria delle serate sullo stradone pedonale, l'immondizia resta a terra, si ammassa dietro le panchine, diventa una collina maleodorante che spunta dai cassonetti malmessi.

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I DOVERI DEL COMUNE


Più di una volta al giorno. È la frequenza con cui via del Pigneto dovrebbe essere pulita dagli operatori dell'Ama. Sul contratto di servizio accanto al nome della strada appare il numero 38,5 nella colonna che indica la frequenza mensile dello spazzamento meccanico prevista per lo stradone pedonale che ogni sera ospita migliaia di romani e turisti. Tre/sette volte, invece, è la frequenza settimanale con cui dovrebbe comparire un servizio di presidio, operatori che ad esempio dovrebbero pensare a pulire la sporcizia che resta inesorabilmente sotto i cassonetti. «I secchioni - denuncia L. F., residente - sono di una sporcizia indescrivibile, emanano un odore spaventoso e sono in larga maggioranza rotti in varie parti, frequentemente nella leva in basso, quella che ne controlla l'apertura, costringendo il cittadino a tentare di aprirlo tramite la maniglia posta in cima, anch'essa unta di liquami».

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PIGNETO: ERBA INFESTANTE, BUCHE E DEIEZIONI CANINE


E ancora: «Il cittadino deve compiere delle coreografiche gimcane quotidiane per camminare nel proprio quartiere». Sulla strada infatti l'erba infestante si è trasformata in piccoli alberi, i marciapiedi sono piedi di buche, ma anche di deiezione canine e umane. I residenti sono preoccupati per la salute pubblica in questi tempi di pandemia per il coronavirus, e considerando le condizioni igieniche pessime sulle strade le ansie sono del tutto giustificate. Il bar di via Fanfulla da Lodi dove trascorreva la maggior parte del tempo Accattone non esiste più (in realtà era solo una finzione cinematografica). Al posto dei ricordi di pasoliniana memoria ci sono i resti della movida sfrenata che nessuno osteggia. Passeggiando lungo lo storico Pigneto ora si ascolta il tintinnio delle bottiglie di vetro svuotate e non raccolte. Non c'è più traccia della Passione Secondo Matteo di Bach scelta da Pasolini.
 
 

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