Roma, Q-Venti: la baby gang che spaventa Monteverde

Sabato 5 Settembre 2020 di Alessia Marani

Spavaldi, arroganti e violenti. A Monteverde se la comandano e il loro quartiere generale è la stazione della Fl3 Quattro venti sull'omonima via non lontano dalla Gianicolense. Arrivano in branco, cinque, sei, dieci ragazzi. A volte con loro ci sono pure le pischelle. C'è chi pensa a comprare il fumo, chi ad adocchiare la preda giusta. Ovvero un coetaneo, quattordicenne, quindicenne, meglio se in giro da solo e dall'aspetto del bravo ragazzo perché allora, con lui, tutto sarà più facile.
Difficilmente sarà in grado di reagire, «se la farà sotto» dalla paura, scapperà come un coniglio. Giù spintoni, qualche schiaffo, via il telefonino o lo zainetto, «qui comandiamo noi». La gang si è data anche un nome e l'effige l'hanno marchiata sui muri e le panchine non lontane dalla stazione: Q-20. Tanto per essere chiari.

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LE INDAGINI
La polizia aspetta solo che rifacciano capolino con l'inizio della scuola perché nel frattempo sono piombate negli uffici le denunce di mamme disperate e furiose, stanche di vedere rientrare a casa i propri figli «sconvolti, spaventati e depredati». La banda fa razzia di tutto: telefoni, cappellini, i-pod. Poco importano i pianti delle vittime, le richieste, vane, di lasciarle in pace. Approfittano degli spazi vuoti, di passaggi e tunnel più isolati nelle ore non di punta per mettersi dietro agli obiettivi. Li seguono fin nei giardini vicini, tra l'erba alta e incolta, o il parcheggio del ponte bianco di via Quirino Majorana. Poi li accerchiano ed entrano in azione. I poliziotti stanno raccogliendo indizi ed elementi, hanno richiesto le immagini girate dalle telecamere di videosorveglianza intorno alla stazione. Un luogo che è già calamita per spacciatori e sbandati, sebbene si trovi comunque in una zona centrale della Capitale.

LA PAURA
«La sera non passo mai sul marciapiede a ridosso del terminal - racconta una donna, 56 anni, insegnante - preferisco camminare lungo i palazzi. In passato una mia amica è stata inseguita e aggredita all'improvviso, presa a pugni in pieno volto da un energumeno, senza un reale motivo». Con le baby gang non è alle prese solo Monteverde dove, peraltro, già tre anni fa vennero individuati e fermati due gruppi di giovanissimi, in arrivo con i treni dalle periferie vicine, che si davano appuntamento per fronteggiarsi e darsele di santa ragione.

QUELLI DI PIAZZA BOLOGNA
L'altra settimana i carabinieri dei Parioli sono dovuti intervenire nei pressi di una gelateria di via XXI Aprile per un gruppo di giovani che stava insultando e prendendo di petto altri ragazzi, avventori del locale. La proprietaria, allarmata, ha chiamato il 112. Tutti i ragazzi sono stati identificati. Il sospetto è che i provocatori facciano parte dello stesso gruppone più volte segnalato tra piazza Bologna e via Severano, giovanissimi ubriachi di birra, che passano sotto le finestre bestemmiando e urlando cori da stadio pieni di insulti. Qualcuno li avrebbe visti dare calci alle auto in sosta e gettare a terra bici e motorini, anche se ai carabinieri nessuno ha avuto il coraggio di sporgere una vera denuncia.

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