Ama, emergenza rifiuti continua: «Disagi per tutto agosto»

Domenica 25 Luglio 2021 di Lorenzo De Cicco
Ama, emergenza rifiuti continua: «Disagi per tutto agosto»

Sbalestrata dai continui stop & go che arrivano dalle discariche dentro e fuori dal Lazio, all’Ama servirà un mese per riportare Roma a livelli di pulizia decenti. Passeremo quindi un agosto così, ancora coi rifiuti agli angoli delle strade o affastellati sui marciapiedi. Sperando che almeno le cose via via migliorino un po’. «Ci servono trenta giorni per recuperare», racconta Stefano Zaghis, dalla fine del 2019 amministratore unico di questo gigante dai piedi d’argilla, oltre 7mila dipendenti (ma uno su 3 è incredibilmente «inabile» a fare il netturbino), che non sa letteralmente dove portare la spazzatura che i romani producono ogni giorno. 

 

Emergenza rifiuti anche in agosto

Con un solo sito di trattamento di proprietà, a Rocca Cencia, sprovvista di un impianto di smaltimento, l’Ama si affida agli sbocchi che di volta in volta riescono a concertare Regione e Campidoglio, sotto l’occhio vigile (e preoccupato) del Ministero della Transizione ecologica e del prefetto. Ma nemmeno gli accordi, traballanti, precarissimi, strappati al fotofinish - e pagati a caro prezzo - reggono poi alla prova dei fatti. Spesso rimangono lettera morta. Per esempio quelli presi con alcune Regioni che avrebbero dovuto venire in soccorso della Capitale. «Dalla Toscana non hanno mai ripreso i conferimenti, per cui ci mancano 450 tonnellate a settimana», riprende Zaghis. E gli impianti assoldati in Campania? «Sono ancora chiusi e ci mancherebbero altre 500 tonnellate a settimana. Per fortuna non ci facciamo troppo affidamento e cerchiamo altre vie». Senza calcolare lo stillicidio delle piccole beghe quasi quotidiane, ognuna un piccolo dramma, dato che il sistema è talmente fragile, nel Lazio, che un solo tassello mancante può assomigliare al colpo del kappaò.
 

 

 

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Martedì, spiega ancora Zaghis, «si è guastato il trituratore di Latina, che ci ha tolto 390 tonnellate; per problemi tecnici un altro impianto ci ha levato 30 tonnellate. E altre 150 sono venute meno a Viterbo, per una questione legata alla manutenzione». Quanto si può andare avanti così? «La verità è che è imprescindibile avere nuovi siti di smaltimento nel Lazio - dice il manager al timone dell’Ama - Con quello di Albano si potrebbe andare avanti per un anno e mezzo, prima che si esaurisca, quindi nel frattempo va già individuata una nuova discarica, per aprirla in tempo».
 

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Per far sparire il prima possibile dalle strade i cumuli d’immondizia fetida, l’Ama ha schierato le gru. Ma ne ha solo 2. Ecco perché di recente sono stati ingaggiati netturbini privati, che manovrano altri 10 macchinari presi a nolo, detti «cassa ragno»: arpionano le montagne di spazzatura un po’ alla volta e le gettano nella pancia dei container. «Stiamo facendo il massimo», dice Zaghis, «ma oggi paghiamo anche i 2 mesi di crisi che abbiamo alle spalle». La flotta ne ha risentito, com’era inevitabile: «Alcuni camion hanno fatto da deposito per i rifiuti, li tenevano fino a 18 ore al giorno, perché non sapevamo dove portarli. Ora hanno bisogno di manutenzione. Anche per questo ci serve tempo per recuperare».

La beffa è che nonostante i disservizi, Ama sta spendendo molto più del solito. Extra-costi milionari per portare gli scarti fuori dal Lazio. «Ma quel conto - dice Zaghis - lo pagherà chi ha causato la crisi». Con chi ce l’ha? «La chiusura della discarica di Roccasecca, ad aprile, è stata l’innesco. Il titolare è sotto indagine. Noi ci costituiremo parte civile».

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