Scuola, a lezione a Roma senza banchi: dal Prenestino all’Eur negli istituti mancano migliaia di arredi

Domenica 6 Settembre 2020 di Camilla Mozzetti

L’assessore alla Scuola del I Municipio Giovanni Figà Talamanca non ci gira intorno: «Nel nostro territorio ci sono 12 Istituti comprensivi per circa 12 mila alunni e tutti aspettano ancora di ricevere i banchi». Alla ripresa scolastica manca ormai una settimana «ma è certo che gli studenti torneranno a fare lezione solo sulle sedie». Non è un caso isolato quello del centro storico perché nelle stesse condizioni versano tutti i Municipi e le relative scuole - dalle elementari ai licei - della Capitale. Nel VII Municipio, ad esempio, tra i più popolosi di Roma «Gli istituti che sono 19 - spiega l’assessore Elena De Sanctis - hanno ordinato circa 14 mila banchi monoposto ma non sono ancora arrivati».
 

Aule senza banchi

 

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C'è chi vorrebbe tamponi obbligatori periodici per docenti e studenti e chi invece si lamenta delle mascherine indossate anche in classe. Chi ancora non ha mandato i propri figli a scuola per monitorare la situazione dei contagi e chi se la prende con la irresponsabilità di certe famiglie.


Morale? Altrettanti studenti saranno costretti a far lezione solo sulle sedie. Anche perché gli altri - ovvero i banchi biposto - nell’80% dei casi su scala comunale sono già stati tolti in quanto non garantivano le distanze. Un lavoro enorme portato avanti nelle scorse settimane dai collaboratori scolastici e, in alcuni casi, persino da ditte incaricate dalle singole scuole (e pagate con i fondi di istituto) per accatastare nei cortili o nei sotterranei gli arredi non più funzionali.

L’ALLARME
E adesso? «Siamo di fronte a un problema enorme, l’ennesimo - commenta Cristina Costarelli, vicepresidente dell’Associazione nazionale presidi di Roma e del Lazio - la maggior parte delle scuole romane si trova senza i banchi e in numerosi plessi gli alunni troveranno in classe solo le sedie». Provate voi a far seguire una lezione in questo modo. Prendere appunti, leggere un libro, scrivere, disegnare senza avere un supporto dove farlo. Centinaia le scuole con dirigenti ormai allo stremo delle forze che pregano con la sola speranza di ricevere entro il 14 settembre almeno una parte dei banchi che servono.

 
LE REALTÀ SCOLASTICHE
Lo scenario è impietoso e le scuole dove i ragazzini dovranno scrivere piegandosi in avanti sulle gambe sono tante. All’Istituto Pio La Torre (Torrevecchia) si attendono 570 banchi monoposto per altrettanti bambini che altrimenti non avranno supporti dove appoggiare le braccia e scrivere. All’Istituto comprensivo Traiano a Dragona i banchi ordinati sono 719, al Santa Beatrice (zona Magliana) 1.256 ragazzini tra quelli iscritti alle elementari e alle medie aspettano una postazione. Ancora: numeri alti anche all’Istituto Tullia Zevi di Casal Palocco, dove i nuovi banchi ordinati per garantire le distanze, sono circa mille, all’Istituto comprensivo viale dei Consoli l’incognita sulla consegna degli arredi pesa su 1.010 alunni, all’Istituto Manzoni - nonostante lo sforzo della scuola che autonomamente ha acquistato 280 banchi - ne servono altri 500. 

I presidi non hanno molto da aggiungere, oltre alla legittima preoccupazione di non sapere come fare, dal momento che in tutti questi casi nessuno ha avvisato sulla consegna. Anche per gli istituti superiori la situazione non è rosea. Benché la Città Metropolitana abbia acquistato con i fondi del governo più di 8mila banchi, le consegne vanno a rilento. I primi 88 sono stati consegnati giorni fa al liceo Classico Augusto ma in fila ci sono altri 99 istituti che aspettano e alla ripartenza della didattica mancano sempre gli stessi giorni: 7. In attesa anche il liceo Scientifico Righi e 300 ragazzi che non avranno mezzi su cui scrivere, l’Alberghiero Artusi (450) il liceo Classico Socrate: richiesti 890, consegnati zero.
 

Ultimo aggiornamento: 07:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA