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Lo licenziano e lui si trasforma in stalker: giudice lo condanna a un anno di carcere

La viitima è Cristiano Cannarsa, all'epoca ad di Sogei

Domenica 30 Gennaio 2022 di Francesca De Martino
Lo licenziano e lui si trasforma in stalker: giudice lo condanna a un anno di carcere

Inviava email con minacce di morte e insulti di ogni tipo all'allora presidente e amministratore delegato Cristiano Cannarsa, 59 anni (ora ad di Consip) e al direttore delle risorse umane dell'azienda che lo aveva licenziato, la società generale d'informatica Sogei S.p.A. Voleva terrorizzarli perché, a suo dire, avrebbero avuto la colpa di avergli fatto perdere il posto di lavoro, senza alcun motivo apparente. È successo nel febbraio del 2017. Ora per quei fatti Giuseppe Anniballi, 46 anni, ex dipendente della Sogei, è stato condannato a un anno per stalking. Il pm Daniela Miscio aveva chiesto una pena di due anni.

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LA VICENDA
I fatti contestati risalgono al 14 e al 21 febbraio 2017. È il 14 febbraio di quattro anni fa quando l'ex dipendente della Sogei S.p.A. - società controllata al 100% dal Ministero dell'economia - dopo poco tempo dal suo licenziamento, invia la prima email con insulti a Cannarsa. Non digerisce la decisione presa nei suoi confronti dalla società e, così, usa la sua casella di posta elettronica per mandare un messaggio direttamente al contatto aziendale della vittima: «Ancora non sei morto?», questo il contenuto del testo riportato nel capo d'imputazione. Poi il 21 febbraio Anniballi inizia a tempestare la casella di posta elettronica del presidente e ad dell'azienda. Parte con insulti sull'aspetto fisico di Cannarsa e poi gli augura la morte.
Sempre nello stesso giorno, a pochi minuti di distanza dal primo messaggio inviato, spedisce un'altra email: nell'oggetto ci sono ancora insulti sull'aspetto fisico. Nel testo, invece, rincara la dose e avverte il presidente Cannarsa che, qualsiasi cosa accadrà, non andrà in galera e gli augura la morte.

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Per il pubblico ministero, l'imputato «molestava e minacciava ripetutamente le vittime con pesanti minacce di morte e ritorsione - annotano nel capo d'imputazione - così cagionando nelle persone offese un persistente stato di timore per la propria incolumità».
LE MINACCE
Alle 17.13 del 21 febbraio digita un altro messaggio che invia sempre all'email aziendale del presidente, ora ad di Consip. In quell'email gli augura ancora una volta di morire di un male grave e lo accusa, con toni accesi, di averlo fatto licenziare e di essere il responsabile dei problemi fisici che quel licenziamento gli aveva arrecato.

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Alle 17.47, il 46enne continua a farsi sentire e spedisce due email dallo stesso contenuto alla casella di posta elettronica del presidente e, in questo caso, anche del direttore delle risorse umane della Sogei.
La seconda vittima, per l'imputato, è anche responsabile di non aver impedito il suo licenziamento. Adesso Giuseppe Annibali per questi fatti, è stato condannato a un anno dal Tribunale.
 

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