Alga killer a Palidoro: è strage di uccelli in spiaggia

Lunedì 31 Maggio 2021 di Fabrizio Monaco
Alga killer a Palidoro: è strage di uccelli in spiaggia

All’inizio sembravano degli strani pesci. Ma quando i ragazzi della scuola di Kitesurf si sono avvicinati alla riva hanno visto che si trattava di uccelli. Sono state trovate venerdì mattina sulla spiaggia di Palidoro, a poca distanza dall’ospedale Bambino Gesù, una trentina di Berte Minori, trasportate dal mare e spinte dalle onde fin sul bagnasciuga. La maggior parte di loro era riversa sulla sabbia con il ventre bianco rivolto verso l’alto, una distesa impressionante di uccelli uccisi da qualche sostanza letale.

 

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I ragazzi hanno avvisato subito la Guardia Costiera che a sua volta ha allertato l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Roma e la Lipu, per cercare di individuare le ragioni della morte. Sono stati proprio gli esperti della Lipu a fare le prime ipotesi: «Purtroppo questo problema si ripete ciclicamente nei nostri mari – spiega Alessandro Polinori – nel recente passato si è visto come la causa dei decessi dipenda dal fatto che le Berte Minori ingeriscano pesci che si nutrono di alghe risultate tossiche per questi uccelli. Bisognerà aspettare le analisi per capire se il fenomeno si è ripetuto anche stavolta, ma è molto probabile».

 

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Il precedente

Un anno fa sul lungomare di Formia è accaduto un episodio simile, sulla spiaggia del Parco di Ulisse sono stati trovati una quarantina di esemplari morti. Nel 2017 altro precedente a Scauri e diversi anni prima a Gaeta dove, sul litorale di Sant’Agostino, vennero trovati tanti uccelli morti. Anche allora la causa era stata ricondotta all’alga killer, letale per la specie super protetta, un elegante uccello marino di solito nero sul dorso, con un piumaggio dalle colorazioni biancastre sul ventre. Grazie al becco sottile e uncinato, è in grado di catturare piccoli pesci cacciati in mare aperto, anche ad una certa profondità, ma non disdegna quelli di scarto gettati dai pescherecci. «È un fenomeno che purtroppo si è già verificato in altre zone del litorale laziale – dichiara il sindaco Esterino Montino – sempre in questo periodo dell’anno. Un altro segno dell’attenzione che dobbiamo porre alla tutela dell’ambiente e in particolare dell’ecosistema marino». Un danno grave la perdita dei trenta esemplari anche perché la Berta Minore in questo periodo dell’anno si riproduce e viene a depositare le sue uova sulla terra ferma negli anfratti rocciosi, con entrambi i genitori impegnati in continui pellegrinaggi tra terraferma e mare aperto per procurare il cibo ai pulcini. Con ogni probabilità già orfani, alcuni di quei pulcini non sopravviveranno. 

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