«Io stuprata in Sardegna da quattro ragazzi», ma il pm vuole archiviare. La denuncia di una 22enne romana che lavorava a Porto Cervo

Giovedì 8 Luglio 2021 di Michela Allegri
«Io stuprata in Sardegna da quattro ragazzi», ma il pm vuole archiviare. La denuncia di una 22enne romana che lavorava a Porto Cervo

Una giovane romana che decide di trascorrere l’estate in Sardegna, lavorando come animatrice in un villaggio turistico. E, una sera, l’incubo: uno stupro di gruppo avvenuto in Sardegna, dopo una serata trascorsa in una discoteca in Costa Smeralda. Un passaggio in macchina, l’arrivo in spiaggia, poi la violenza. Una storia che ricorda quella che ha per protagonisti Ciro Grillo, figlio del garante del M5s, e tre suoi amici. Con una differenza fondamentale: in questo caso la procura di Tempio Pausania, la stessa che ha chiesto il rinvio a giudizio per il figlio del leader grillino, ha avanzato richiesta di archiviazione. Ora la vittima, che ha raccontato di essere stata abusata insieme a un’amica da quattro giovani, ha presentato, assistita dall’avvocato Giovanna Porcu, un’opposizione alla richiesta di archiviazione. La decisione del gip è prevista in settembre. Secondo il legale, «non è opportuno che fatti così gravi non vengano nemmeno valutati in dibattimento». Il difensore di tre dei quattro imputati, l’avvocato Cesare Gesmundo, sostiene invece che «le ragazze sono state smentite da testimoni oculari, che hanno confermato che i rapporti erano consenzienti».

 

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Le violenze sarebbero avvenute nella notte tra l’8 e il 9 luglio di due anni fa su una spiaggia di Baja Sardinia, dopo una serata trascorsa in un locale di Porto Cervo. Le animatrici restano in discoteca fino alle 4 del mattino. Incontrano i ragazzi, accettano un passaggio e vanno insieme a loro in spiaggia. A quel punto, secondo i racconti delle giovani, oggi ventiduenni, sarebbe iniziato un incubo durato più di un’ora. Un rapporto di gruppo «consensuale», a dire degli indagati. Un vero e proprio stupro, secondo il racconto delle presunte vittime, che hanno anche dichiarato di essere state spinte più volte sott’acqua.

 

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Le reazioni

«Hanno fatto casino sul caso di Grillo, giustamente. Invece per gli stessi fatti, i giovani che hanno distrutto l’esistenza di mia figlia, vanno archiviati», dice ora la madre di una delle ventiduenni. Anche la giovane è arrabbiata: «Prendo ansiolitici, soffro di depressione, non dormo». I fatti sono stati denunciati la mattina successiva, ai carabinieri di Budoni. Per la Procura di Tempio Pausania, però, non ci sono gli estremi per chiedere il processo. Nella richiesta di archiviazione si legge che «non sono emersi elementi obiettivi idonei all’incolpazione dei responsabili e nemmeno sufficienti a dimostrare la consumazione del reato in trattazione». Il legale degli indagati menziona anche un video di diversi minuti che smentirebbe la versione delle giovani, mentre l’avvocato Porcu sottolinea che si tratta invece di un breve filmato «che non può assolutamente ricostruire la vicenda». La ventiduenne romana ha ricordato anche la notte in cui è stata sentita in Procura: «La pm continuava a dirmi: Ma sei sicura? Guarda che se non sei sicura devi dirlo. Io ero allibita». Mentre l’altra presunta vittima ha ripercorso i momenti dello stupro: «Hanno iniziato ad abbassare la zip, sentivo mani ovunque. A quel punto mi sono lanciata in acqua». Qui sarebbero iniziati abusi e violenze. «Continuavano a ridere a pronunciare apprezzamenti volgari nei confronti della ragazza», si legge nelle carte. Nella richiesta di archiviazione sono riportate anche le dichiarazioni di uno dei testimoni, quello che ha realizzato il video. Il teste racconta di avere assistito a due rapporti e ha descritto la situazione come «strana», con una delle giovani che sembrava subire quello che le stava accadendo. Poco dopo le due ragazze avevano raggiunto la spiaggia, nude, solo con gli slip, «piangevano e si abbracciavano», ha aggiunto il testimone.

 

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