«Rivuoi il portafogli? Fai sesso con me»: lo studente maniaco "folgorato" dalla foto dei documenti

di Marco Carta

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«Rivuoi i tuoi documenti? Allora devi venire a letto con me. Ha trovato in terra il portafogli di una ragazza vicino alla stazione Termini. Ma invece di comportarsi da gentiluomo, prodigandosi per la restituzione, senza alcuno scrupolo ha cercato di approfittare della situazione, chiedendo una prestazione sessuale in cambio della riconsegna: Te li do se fai sesso con me. Un vero e proprio ricatto, ai limiti della sex extortion, che ieri mattina è costato a uno studente universitario di 24 anni, originario dell'Azerbaigian, una condanna a un anno e sei mesi per tentata estorsione.

IL RICATTO
«Sei carina. Perchè non ci vediamo?». I fatti risalgono allo scorso novembre, quando M.A., uno studente modello venuto in Italia per frequentare un Master presso l'università di Tor Vergata, trova in strada, dalle parti di Termini, il portafoglio appartenente a una studentessa di 26 anni. Nelle tasche del borsello ci sono i documenti e le foto della ragazza. Informazioni personali che lo studente azero sfrutta per mettere in atto il suo ricatto hot. Il primo contatto avviene via Instagram con un messaggio lapidario accompagnato da una foto del portafoglio: «ciao questi sono i tuoi documenti». Quello che, apparentemente, sembra un semplice saluto introduttivo, ben presto, però, assume altri connotati. La ragazza chiede di consegnare il portafogli alla più vicina caserma dei carabinieri. Ma l'azero, nel frattempo, ha già avviato la sua strategia vessatoria. Dapprima esprime giudizi sull'avvenenza fisica della 26enne: «sei carina». Poi inizia a sfoderare le prime avances: «Vediamoci. Non mi vuoi ringraziare?». Per giorni la ragazza prova a mettere un freno alle intenzioni del giovane studente azero. Gli dice di essere fidanzata. E che comunque in ogni caso lui non sarebbe il suo tipo. Al rifiuto netto della donna, però, lo studente si fa minaccioso: « Se li rivuoi devi venire a letto con me ».

L'ARRESTO
Di fronte al ricatto, la 26enne decide di rivolgersi ai poliziotti del commissariato Viminale. Poi, il 28 novembre, fissa un incontro per la riconsegna al pub Yellow, un locale vicino alla stazione Termini. All'appuntamento, l'azero, mette da parte le buone maniere, e si approccia in maniera aggressiva. Ad ascoltarlo, però, ci sono anche i poliziotti in borghese, che subito intervengono. L'azero è una furia. Dapprima scalcia e si dimena, poi spiega di essere stato ferito nel suo orgoglio maschile: «mi ha detto che sono basso». Accusato di tentata estorsione e di resistenza a pubblico ufficiale, ieri mattina è stato condannato a un anno e sei mesi.
 
Giovedì 4 Aprile 2019, 08:45 - Ultimo aggiornamento: 04-04-2019 08:49
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