Vaccini col contagocce ai medici del Lazio: «Niente Pfizer, 10 dosi per studio»

Mercoledì 20 Gennaio 2021
Vaccini col contagocce ai medici del Lazio: «Niente Pfizer, 10 dosi per studio»

Niente Pfizer. Negli studi dei 4.216 medici di base del Lazio, a sorpresa, arriveranno solo le (poche) fiale di Moderna, per vaccinare gli ultra-ottantenni. Nei frigo dei dottori di famiglia il siero anti-Covid giungerà col contagocce, al ritmo di 10 dosi per volta, anche per evitare di concentrare negli ambulatori flaconi che al mercato nero valgono fino a mille euro al pezzo e che quindi possono attirare appetiti criminali. Finora nella regione hanno ricevuto il vaccino 8mila over 80 su 463mila, quasi tutti nelle Rsa, nei reparti o in riabilitazione. Dal primo febbraio partiranno le iniezioni anche a chi non è ricoverato: da lunedì ci si potrà prenotare sul sito internet della Regione (salutelazio.it); una settimana dopo, il primo febbraio appunto, si potrà fissare un appuntamento via telefono, chiamando il proprio medico di fiducia.

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I TEMPI La macchina imbastita dalla Pisana sta accendendo i motori, il problema è che manca la benzina: i vaccini. Nel bando per reclutare i dottori di base, lanciato il 14 gennaio e che scadrà fra due giorni, era stata inserita la doppia fornitura, quella di Pfizer e quella di Moderna. Ma la tribolata gestione dell’antidoto col marchio newyorkese, prodotto in Europa nel piccolo comune di Puurs in Belgio, ha portato a un cambio di rotta. Negli ambulatori di famiglia andranno solo le dosi prodotte da Moderna. Regolare finora nel rispetto dei tempi di consegna, ma con scorte estremamente limitate, per il momento: in tutta Italia l’11 gennaio sono state distribuite 47mila dosi, poco più di 4mila nel Lazio. Lunedì, in tutto lo Stivale, ne sono attese altre 66mila, poi 163mila l’8 febbraio e 488mila il 22. Significa che da qui a un mese ne saranno arrivate 764mila nelle varie regioni. E se la quota del Lazio, com’è avvenuto finora, corrisponde a circa il 10% del totale, le fiale di Moderna, da sole, coprirebbero un sesto del fabbisogno per gli ultra-ottantenni.

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I LIMITI La campagna partirà così. Dopo una riunione del comitato regionale con le principali sigle dei medici di base, la Fimmg (federazione medici di medicina generale) ha scritto in una nota ai propri associati: «Si inizierà con Moderna e le quantità sono piccole, almeno inizialmente, per motivi di organizzazione e per i rischi connessi a eventuali furti, ma a regime si arriverà a consegne adeguate alla popolazione». Spiega Giampiero Pirro, ambulatorio a Portonaccio, responsabile comunicazione della Fimmg: «Partiremo con massimo 10 dosi per studio, quelle che si possono estrarre da una fiala di Moderna». Non ci sarà bisogno di super-congelatori, «basterà un frigo come quello per i gelati, lì il flacone potrà resistere fino a 30 giorni se non viene aperto». Spiega sempre la Fimmg: «Si sta approntando un servizio di consegna a studio». Probabilmente con i corrieri. C’è un tema poi che rimbalza nelle chat dei camici bianchi: «Molti studi non sono attrezzati per le somministrazioni, con i distanziamenti e le regole anti-Covid». Ecco perché, racconta Ombretta Papa, medico di Torre Gaia, «tanti colleghi si stanno attrezzando con i gazebo, io per fortuna posso sfruttare un giardino esterno». L’adesione dei medici di base alla vaccinazione degli anziani è ancora un’incognita. Per la Fimmg aderirà la metà degli studi. «C’è troppa burocrazia - dice Andrea Beccari, dottore a Centocelle - e troppi dubbi sulle forniture. Speriamo non finisca come con l’antinfluenzale a ottobre, quando i nostri frigo sono rimasti a secco».

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Ultimo aggiornamento: 08:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA