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CORONAVIRUS

Vaccini Lazio, prenotazioni riaperte: Pfizer ai 70enni (e per i professori resta AstraZeneca)

Giovedì 18 Marzo 2021 di Lorenzo De Cicco
Vaccini Lazio, prenotazioni riaperte: Pfizer ai 70enni (e per i professori resta AstraZeneca)

Dosi Pfizer anche ai 70enni e uno sprint sulle vaccinazioni nel Lazio dal 1° aprile. Obiettivo: aumentare del 70% i posti disponibili nelle agende delle Asl dopo lo stallo degli ultimi giorni a causa del blocco di AstraZeneca. Con l’annuncio del colosso della farmaceutica Usa, che ha dichiarato di poter consegnare 10 milioni di dosi in più all’Europa, il Lazio si prepara a ricevere la sua quota, circa 130mila fiale Pfizer. Durante un vertice, martedì sera, tra la Regione e i coordinatori della campagna vaccinale nei vari distretti sanitari di Roma e delle province, è stato discusso il nuovo piano per la somministrazione delle dosi del siero anti–Covid, contando sul fatto che oggi l’Ema dovrebbe confermare l’affidabilità dell’antidoto AstraZeneca.

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Gli over 70

Dopo il blocco delle prenotazioni scattato lunedì, le agende delle Asl dovrebbero essere riaperte a giorni (forse a ore), subito dopo il parere dell’agenzia del farmaco Ue. Martedì sera alle aziende sanitarie è stato chiesto di incrementare del 70% i posti disponibili per le somministrazioni dal 1° aprile in poi. La novità principale è che, dopo gli ultra-ottantenni, anche gli over 70 potranno ricevere il vaccino Pfizer, oltre ad AstraZeneca. Prima dello stop, nel Lazio si sono prenotati oltre 226mila ultra settantenni: 35.581 nella fascia d’età 72-73 anni, 65.993 nella categoria 74-75 anni, 58.964 tra i 76-77enni e 66.132 per la fascia 78-79 anni. Non è ancora chiaro se durante la prenotazione (sul portale prenotavaccino-covid.regione.lazio.it) sarà visibile il tipo di vaccino collegato all’hub da selezionare. Probabilmente no, dato che la linea dell’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, è che il vaccino non si sceglie. «Chi rifiuta AstraZeneca finirà in coda, quando ci saranno nuove disponibilità», ha spiegato.



 

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Scuola e vigili

Dovrebbero continuare con AstraZeneca insegnanti, bidelli e prof di scuole e università: nel settore dell’Istruzione, si sono prenotati in 127.453 e oltre 55mila hanno ricevuto la prima dose. Anche le forze dell’ordine e i vigili urbani non ancora vaccinati dovrebbero proseguire con AstraZeneca: le prenotazioni per questo comparto erano state sospese poco prima del blocco nazionale di AstraZeneca, per carenza di fiale nei magazzini dei distretti sanitari.

«Nel Lazio è stato messo a punto un piano vaccinale flessibile, che poi è stato replicato a livello nazionale», spiega l’infettivologo Roberto Ieraci, referente scientifico della campagna vaccinale dell’Unità di Crisi Covid della Regione. «Per le prossime settimane sarà decisivo l’incremento delle dosi: la capacità organizzativa c’è, gli hub sono pronti, ma poi servono le munizioni, i flaconi». Per dirla con l’assessore alla Sanità D’Amato, «se continuiamo a pensare al calesse senza i cavalli, la carrozza non si muove». Tutto questo mentre i contagi restano alti - ieri nuovo balzo, 1.728 positivi (+231 in un giorno) - e i reparti sono sotto stress, con oltre 2.700 ricoverati, +30% in due settimane.

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I medici di base

I medici di famiglia sono pronti a riprendere le somministrazioni, spiega Pier Luigi Bartoletti, il segretario romano della Fimmg (federazione medici medicina generale). «L’importante - aggiunge - è che ci arrivino le fiale, possibilmente non una a settimana: l’ideale sarebbe avere a disposizione 100 dosi, per concentrare le vaccinazioni dei pazienti in pochi giorni». Finora su 4.216 ambulatori di base, nel Lazio hanno aderito in 2.198, con 50mila dosi inoculate dall’8 al 13 febbraio, quando la Regione ha disposto la sospensione per «carenza di forniture».

LE FARMACIE
Anche le farmacie contribuiranno alla campagna, con il siero mono-dose Johnson & Johnson. La Regione sta mettendo a punto il documento tecnico che regolerà le somministrazioni sotto le croci verdi lampeggianti. Le punture saranno gratuite (a differenza dei test rapidi, che dai privati costano 22 euro), le rivendite sanitarie potranno utilizzare lo stesso personale dei tamponi.

Ultimo aggiornamento: 12:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA