Vaccini, a Roma e nel Lazio in farmacia dal 20 aprile: si parte con chi ha dai 55 ai 60 anni (con Johnson&Johnson). La guida

Mercoledì 31 Marzo 2021 di Lorenzo De Cicco
Vaccini, a Roma e nel Lazio in farmacia dal 20 aprile: si parte con chi ha dai 55 ai 60 anni (con Johnson&Johnson). La guida

Sotto le croci verdi lampeggianti delle farmacie, a Roma e nel Lazio, inizieranno a vaccinarsi dai 60 anni in giù. L’accordo tra la Regione e le rivendite sanitarie è quasi chiuso: si parte dalla fascia d’età che va dai 60 ai 55 anni. Tutti saranno vaccinati con Johnson & Johnson, l’ultimo antidoto al coronavirus autorizzato dall’Ema, il più comodo da gestire, essendo un mono-dose. È una scelta innanzitutto pratica: in questo modo le farmacie non dovranno occuparsi dei richiami. Una puntura e via. C’è un problema, il solito: l’incertezza sulle fiale in arrivo, il balletto sulle date di consegna da parte delle case farmaceutiche. E, in aggiunta, c’è il fatto che il siero J&J è contesissimo. Lo vogliono tutti: dalle Asl ai medici di famiglia, a cui infatti sarà riservata una fetta della torta.

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Partenza il 20 aprile?

Quando si parte con i vaccini in farmacia? La prima data utile dovrebbe essere il 20 aprile: il 19 sono attese nei magazzini dei distretti sanitari romani le prime 50mila boccette col marchio di Johnson & Johnson. Una scorta limitata, almeno all’inizio: il Lazio già oggi viaggia a 25mila vaccinazioni al giorno; 50mila fiale durerebbero 48 ore o poco più, a questo ritmo. L’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, ieri si è detto «preoccupato»: «Mancano numeri chiari sulle consegne dei vaccini - spiega - l’ho anche detto alla conferenza Stato–Regioni. Non basta declinare il totale del trimestre, bisogna avere un quadro certo delle prossime settimane». Ad oggi, continua il responsabile della Sanità della giunta Zingaretti, la Pisana «non sa ancora con esattezza il numero dei vaccini Johnson&Johnson che arriveranno nei mesi di aprile e maggio e non abbiamo i numeri esatti delle consegne di maggio per nessuno dei quattro vaccini», da AstraZeneca a Pfizer, a Moderna.

 

 

 

 

 

La campagna

Così, ragiona D’Amato, «è complicato organizzare correttamente il sistema di prenotazioni che nel Lazio sta dimostrando di funzionare». Dalla mezzanotte di ieri possono riservare un appuntamento i 67-66enni. «Mi auguro che nelle prossime ore vengano dati ulteriori elementi di garanzia sulle forniture dei vaccini - conclude l’assessore - il tema oggi non sono i luoghi di somministrazione, ma esclusivamente le dosi». Il vaccino in farmacia si prenoterà sempre sul portale regionale (prenotavaccino-covid.regione.lazio.it), che sarà aggiornato con la lista delle rivendite. Hanno aderito già in 1.200, i corsi per formare i vaccinatori partiranno la prossima settimana. I farmacisti chiedono che la Regione allarghi presto la possibilità di prenotare agli under 50: «Va ampliato il target di riferimento - dice Claudia Passalacqua di Federfarma, presidente di Assifar Servizi srl - Solo in questo modo possiamo dare un contributo forte al programma vaccinale. Nella fascia tra i 50 e i 60 anni ci sono tanti professori e agenti delle forze dell’ordine già vaccinati».

 

 

 

Le rianimazioni

Gli ospedali intanto sono sempre più sotto pressione: si è arrivati a quota 3.415 letti occupati in tutta la regione. L’85% di quelli allestiti. Per questo l’unità di crisi Covid ieri ha attivato lo “scenario 4”. Chiedendo ai reparti di attrezzarsi soprattutto per la terapia sub-intensiva: ogni unità dovrà convertire il 10% dei posti ordinari per curare i malati gravi. L’ultimo bollettino dice che anche i contagi sono in aumento: 1.800 positivi, +207 in 24 ore. 

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Ultimo aggiornamento: 2 Aprile, 10:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA