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Vaiolo delle scimmie, quarto positivo a Roma: il paziente è tornato dalla Germania ed è in isolamento a casa

Gli accertamenti allo Spallanzani dopo le indagini sui contatti dei primi infetti

Mercoledì 25 Maggio 2022 di Camilla Mozzetti
Vaiolo delle scimmie, quarto positivo a Roma: il paziente è tornato dalla Germania ed è in isolamento a casa

Salgono a sei i casi di positivi al Monkeypox virus, il vaiolo delle scimmie, mentre proseguono le indagini epidemiologiche che lasciano intravedere altre possibili positività dal momento che ci sono dei sospetti in fase di valutazione. Per i casi accertati il quadro è il seguente: dopo i tre quarantenni ricoverati tuttora all'Istituto nazionale per le Malattie infettive Lazzaro Spallanzani - due erano rientrati dalle Canarie dopo aver preso parte ad un raduno europeo e il terzo da Vienna - è stato individuato un quarto caso ad Arezzo e ieri il quinto a Roma e il sesto in Lombardia.
Per quanto riguarda il quinto positivo (quarto nella Capitale) si tratta di un romano, anche lui nato dopo il 1981 (anno in cui fu abrogata la vaccinazione contro il vaiolo umano), che è attualmente assistito a domicilio.

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LA CATENA
Il caso, rientrato a Roma dalla Germania, è stato identificato sempre dallo Spallanzani risalendo «la catena epidemiologica dei contatti dei tre positivi ricoverati», fanno sapere dall'assessorato regionale alla Sanità. Si può dunque affermare, con un certo grado di certezza, che l'aumento dei positivi sia ascrivibile a determinate aggregazioni di persone e che dunque non c'è al momento una diffusione spontanea del virus. Il nuovo positivo romano versa in buone condizioni, ha i sintomi riconducibili all'infezione ma il suo quadro clinico non desta allarme, tant'è che è seguito a casa e non necessita al momento di cure particolari. Anche il decorso ospedaliero dei tre uomini ricoverati procede nel migliore dei modi: non sono stati infatti ravvisati peggioramenti. Le indagini comunque vanno avanti, ci sono altri sospetti che «potrebbero dimostrarsi positivi nelle prossime ore o prossimi giorni», trapela sempre dalla Regione. La situazione resta sotto controllo: non c'è il rischio ad oggi di arrivare ad una pandemia come fu per il Covid-19 anche in ragione della particolarità del contagio. Il Monkeypox si diffonde certo, ma non con la stessa facilità del Sars-Cov-2. Sono necessari contatti stretti, anzi strettissimi, e una commistione duratura di liquidi (biologici o salivari) o liquidi derivanti da lesioni affinché ci sia un passaggio di infezione da un soggetto positivo ad un altro sano. Vero è che l'incubazione è molto più lunga (non meno di 30 giorni) e dunque i contatti finora rintracciati di tutti i positivi (16 solo per il quinto caso accertato) dovranno essere monitorati almeno fino alla prima settimana di giugno. Intanto i ricercatori dello Spallanzani «hanno completato la prima fase dell'analisi della sequenza del Dna del Monkeypox virus dei primi tre casi di vaiolo delle scimmie osservati in Italia e seguiti presso l'Istituto», fanno sapere dallo Spallanzani. Tecnicamente nei prossimi giorni questi campioni - sequenziati per il gene dell'emoagglutinina (HA), che consente l'analisi filogenetica del virus e che sono tutti risultati affini al ceppo dell'Africa Occidentale - verranno nei prossimi giorni confrontati con i sieri di soggetti vaccinati contro il vaiolo prima della fine degli anni Settanta per verificare se le risposte anticorpali, in assenza oggi di un mirato vaccino, possano essere utili a contrastare la nuova infezione.
 

 

Ultimo aggiornamento: 08:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA