Variante indiana, nuovi arrivi a Fiumicino. Allerta anche a Focene. E scoppia il caso dei lavoratori impiegati nei campi

Venerdì 30 Aprile 2021 di Alessia Marani e Mirko Polisano
Variante indiana a Roma, nuovi arrivi a Fiumicino. Allerta anche a Focene. E scoppia il caso dei lavoratori impiegati nei campi

Ancora un volo in arrivo oggi pomeriggio dall’India a Fiumicino, e domani è previsto l’atterraggio di un altro aereo partito da Nuova Delhi. Nonostante lo stop ai voli di linea, continua il rientro in Italia dei cittadini provenienti dal Paese asiatico dove si è sviluppata la pericolosa variante del virus. Mentre proprio nel territorio di Fiumicino scoppia il caso degli indiani Sikh impiegati come manodopera nei campi di Maccarese: diverse centinaia che, tuttavia, stanno sfuggendo al monitoraggio della Asl e a cui il Comune sta rivolgendo la sua attenzione. Un tracciamento difficile, visto che per la maggior parte si tratta di persone esterne o che non frequentano la comunità. Possibile che qualcuno possa far parte dei 300 indiani arrivati in Italia nelle ultime due settimane? 

Fiumicino, l'igienizzazione dei bagagli provenienti dall'India

I RISCHI

Nel Lazio, dunque, resta massima l’allerta per la potenziale fonte di contagio che gli arrivi dall’India rappresentano: dei 213 passeggeri sbarcati mercoledì sera al Leonardo da Vinci, infatti, ben 23, il 9 per cento, compresi due membri dell’equipaggio, sono risultati positivi al tampone. Tre di loro avevano una carica virale elevatissima, tanto da essere definiti “superdiffusori”. Il fatto che un passeggero su dieci metta piede a Roma con il Covid lascia presagire che durante il volo, della durata di circa dieci ore, si siano già infettate altre persone. Finora l’unità di crisi regionale sta provvedendo con uno screening all’arrivo a Fiumicino, grazie all’impiego delle Uscar e all’isolamento dei positivi e alla quarantena per i negativi presso i Covid hotel e gli alloggi messi a disposizione dall’Esercito alla Cecchignola, facendosi carico infine delle cure. Un sistema che non può reggere sine die. 

Ieri, il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato una nuova ordinanza con cui permette il rientro dall’India solo a chi ha la residenza in Italia. Per cui, già oggi, dei circa 300 passeggeri in arrivo, solo una trentina dovrebbero essere sbarcati. Non è chiaro se gli altri non partiranno proprio o se saranno fatti tornare indietro. Un ulteriore blocco dei voli dall’India era stato caldeggiato dall’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato per cui «non si può scaricare tutto sul sistema sanitario regionale». Rimane da dipanare, tuttavia, il nodo delle «triangolazioni», ossia degli arrivi di chi dall’India può fare scalo in altri Paesi europei o extra-europei per poi raggiungere lo scalo romano senza sottoporsi ad alcun controllo sanitario.

Per Fiumicino non è l’unica bega. Il Comune alle porte di Roma è anche il luogo dove storicamente, nelle zone di Focene e Maccarese, trova ospitalità una folta componente di indiani Sikh. Se a Latina, nel mirino della Asl sono finiti trecento indiani rientrati di recente dal Paese d’origine, il monitoraggio qui si sta dimostrando molto più difficile. Si tratta di un migliaio di persone, prevalentemente di lavoratori impiegati nella coltivazione dei campi, ma che non hanno, a differenza che nell’agro pontino, una “voce” unica che possa facilitare il loro rintraccio. Intanto, i laboratori dello Spallanzani stanno sequenziando le tracce di virus prelevate dai positivi arrivati mercoledì in aeroporto.

Le analisi dovranno accertare se si è in presenza effettivamente della nuova variante indiana, assai più contagiosa. L’esposizione a fonti di contagio provenienti dall’estero rischia di generare una recrudescenza dei contagi nel Lazio. Già ieri si sono registrati 1124 casi positivi (+46), con i casi a Roma città saliti da 400 a 500. Rispetto alla scorsa settimana, poi, dopo solo pochi giorni in zona gialla, torna a crescere l’indice Rt: da 0,78 a 0,85. 
 

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