Willy Monteiro, la vita da re dei fratelli Bianchi (quasi) nullatenenti: orologi d'oro e vacanze

Mercoledì 9 Settembre 2020
Willy Monteiro, la vita da re dei fratelli Bianchi (quasi) nullatenenti: orologi d'oro e vacanze

Un negozio di frutta aperto da soli tre mesi e le vacanze a Positano, in giro per la Costiera Amalfitana, in luoghi inavvicinabili a moltissime persone. A vedere le immagini che i due fratelli Bianchi, Marco e Gabriele, postavano sui social per raccontare la vita che conducevano viene da domandarsi con quali risorse si garantivano quel tenore di vita. Ostentato che fosse, a nessuno dei due mancava mai l’abito firmato, l’orologio giusto, gli accessori all’ultima moda, la moto super veloce.

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LA FRUTTERIA Ma di cosa vivevamo i due fratelli finiti dietro le sbarre del carcere con l’accusa di aver pestato a morte il giovane Willy Monteiro Duarte? Quali e quante erano le loro fonti di reddito tali da permettersi una vita piena di agi e anche di vizi? Il primo, Marco, da qualche mese, subito dopo il lockdown, aveva aperto un piccolo negozio di frutta verdura a Cori, comune della provincia di Latina. Non un grande locale su cui tra l’altro il sindaco della cittadina, Mauro De Lellis, ha già avviato le pratiche per il ritiro della licenza. Ci lavorava anche Gabriele ma poteva bastare ad entrambi per spassarsela in giro per locali e posti noti di villeggiatura? La famiglia Bianchi abita in una frazione di Artena, il padre ha un’impresa di pozzi artesiani, gli altri figli (in tutto sono quattro) hanno delle attività commerciali: un’enoteca a Lariano e un negozio di alimentari. Marco e Gabriele, però, al netto della frutteria di Cori risultano nulla tenenti. La scuola interrotta a metà, l’università mai presa, lavori saltuari, dicono ad Artena «quando gli andava voglia». Motivo per cui non si escludono accertamenti di natura patrimoniale nei prossimi giorni.

 

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"Aspetto un bambino, sto diventando madre e il mio pensiero va alla famiglia del ragazzo che non c'è più". La voce pacata, eppure distrutta: così all'Adnkronos La giustizia farà il suo corso, la verità verrà fuori - dice - ma c'è un accanimento fortissimo verso le famiglie dei protagonisti di questa storia.


LE DENUNCE Di contro, le serate nei locali, il lusso ricercato in ogni modo, la testa “calda” nota anche alle forze dell’ordine che sui due fratelli hanno accumulato negli ultimi tre anni un discreto numero di denunce. Comprese alcune per spaccio di stupefacenti. Marco, il più piccolo dei due, ha alle spalle almeno due denunce per rissa, altrettante per lesioni personali e spaccio, oltre a una serie di contravvenzioni amministrative. Gabriele non è da meno. In passato è stato accusato di minaccia, lesioni, porto di oggetti atti a offendere e stupefacenti. Qualcosa in più dell’hashish. Tutti reati, per entrambi i fratelli Bianchi, contestati negli ultimi tre anni: dal 2017 a oggi, e nel perimetro di Velletri, Lariano ed Artena. Gabriele sta per diventare padre. La compagna, Silvia Lagada, all’Adnkronos ha detto: «Aspetto un bambino, sto diventando madre e il mio pensiero va alla famiglia del ragazzo che non c’è più, la giustizia farà il suo corso e la verità verrà fuori». Ma intanto per le strade di Artena e per quelle di Lariano chi si è almeno incontrato una volta per strada o in piazza con i due fratelli Bianchi descrive due ragazzi «sopra le regole», «spocchiosi e chiassosi». Qualcuno si ferma a raccontare anche la loro nomea: «capita in queste piccole città che avvengano a volte le risse di fronte ai locali, per stupidi motivi, e molto spesso ti ritrovavi pure i Bianchi in mezzo».
C. Moz. M. Sba. 


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Essere maledetto mi benedice 🔥 #guepequeno #palmarola

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Ultimo aggiornamento: 18:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA