Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Lazio zona arancione? Da lunedì potrebbero riaprire scuole, parrucchieri e negozi

Giovedì 25 Marzo 2021 di Cristiana Mangani
Lazio zona arancione? Da lunedì potrebbero riaprire scuole, parrucchieri e negozi

Si saprà domani con certezza, quando verranno resi noti i dati del monitoraggio della Cabina di regia. Ma il Lazio spera di passare in fascia arancione per la settimana prima di Pasqua. Sarà per il numero elevato di vaccinazioni eseguite nella Regione, con obiettivo di almeno 50 mila iniezioni al giorno per metà aprile, sarà perché l'88% degli anziani ha ricevuto già la sua prima dose, ma l'obiettivo sembra quasi raggiunto.

Lazio zona arancione? Ecco le Regioni che cambiano colore: Lombardia e Campania in bilico

Scuola e lockdwon, in classe dopo Pasqua, le condizioni dei presidi: «Tamponi a tappeto»

«Nella nostra Regione - ha spiegato il presidente Zingaretti - l’88% degli over 80 prenotati ha già ricevuto la prima dose del vaccino anti-Covid e il 30% la seconda». E i primi risultati si vedono: «Il Lazio pesava per il 10% nella conta dei decessi a livello nazionale, ma da qualche tempo la percentuale si è dimezzata ed è scesa al 5%». A ridursi è stato anche l’indice Rt che si attesta intorno all’1, motivo che lascia ben sperare sul passaggio da lunedì sebbene i nuovi positivi restino alti: 1.709 quelli con un aumento di decessi, ricoveri e occupazione nelle terapie intensive. In ogni caso, il sdato certo è che in soli 7 giorni si è passati da un Rt 1.3 a 1.09, con la proiezione che porterebbe l'intera area anche sotto l'uno, addirittura a 0.95. Dunque se il trend si dovesse mantenere uguale, dal 29 marzo il Lazio potrebbe effettuare una mini riapertura delle scuole dell'infanzia, dei nidi, della primaria e della secondaria di primo grado e 50 e 50 le scuole secondarie di secondo grado, ma solo per tre giorni, fino al 3 aprile, quando scatterebbe invece il lockdown pasquale su tutto il territorio nazionale con le stesse restrizioni già vissute a Natale. Allora saranno consentiti esclusivamente gli spostamenti dovuti a motivi di lavoro, necessità o salute.

Cosa cambierà nel passaggio da zona rossa a zona arancione?

SPOSTAMENTI

Innanzitutto ci si potrà spostare all'interno del proprio Comune tra le 5 e le 22, quando scatterà il coprifuoco nazionale. E poi si potrà tornare dal parrucchiere, dal barbiere, dall'estetista. Niente più isolamento, perché sarà consentito invitare a casa fino a 2 persone non conviventi. E poi anche spostarsi per andare a trovare parenti e amici ma solo all’interno dello stesso Comune, una volta al giorno e in una sola abitazione privata. 

Le seconde case restano un tabù. A prescindere dalle decisioni dei singoli governatori di chiudere gli accessi a chi non è residente, il decreto prevede che ci si possa recare nella seconda casa fuori Comune quando si è in zona arancione, per comprovati motivi di urgenza (ad esempio, un tubo rotto). Sarà consentito di spostarsi liberamente, tra le 5 e le 22, entro i 30 chilometri dal confine del proprio Comune (quindi anche in un’altra regione o provincia autonoma ma non verso i capoluoghi di provincia), se si vive in un Comune fino a 5000 abitanti. Spostamenti ammessi fuori Comune per motivi di lavoro, salute, necessità, o per rientro al proprio domicilio, residenza o abitazione (muniti di autocertificazione).

ATTIVITA' COMMERCIALI

La vera differenza con la zona rossa è proprio in questo. In fascia arancione i negozi saranno aperti, mentre i centri commerciali resteranno chiusi sabato e domenica (aperti solo supermercati, edicole, tabacchi, farmacie e parafarmacie al loro interno). Bar e ristoranti aperti, ma con divieto di consumazione sul posto: è consentito solo il servizio di asporto e consegna a domicilio. Musei chiusi anche nei giorni feriali; raccomandato lavorare da remoto quando possibile.

SPORT

Sarà possibile recarsi in un altro Comune, dalle 5.00 alle 22.00, per fare attività sportiva solo qualora questa non sia disponibile nel proprio Comune (per esempio, nel caso in cui non ci siano campi da tennis), purché si trovi nella stessa Regione o Provincia autonoma. Inoltre è possibile, nello svolgimento di un’attività sportiva che comporti uno spostamento (per esempio la corsa o la bicicletta), entrare in un altro Comune, purché tale spostamento resti funzionale unicamente all’attività sportiva stessa e la destinazione finale coincida con il Comune di partenza. Si ricorda inoltre che, ai sensi del Dpcm, per i comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti è equiparata al territorio comunale la fascia territoriale circostante, fino a una distanza di 30 km dai relativi confini. Le indicazioni del governo ricordano, comunque che, durante lo svolgimento dell’attività sportiva, è sempre necessario mantenere la distanza di almeno 2 metri dalle altre persone

PARCHI E GIARDINI

Sarà possibile raggiungere parchi e giardini pubblici all’interno del proprio Comune o, in assenza di questi, quelli in un Comune limitrofo più vicini a casa, salvo diverse specifiche disposizioni delle autorità locali, a condizione del rigoroso rispetto del divieto di assembramento.
È consentito, altresì, l’accesso dei minori, anche assieme ai familiari o altre persone abitualmente conviventi o deputate alla loro cura, ad aree gioco all’interno di parchi, ville e giardini pubblici, per svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto nel rispetto delle linee guida del Dipartimento per le politiche della famiglia.
Tra i parchi e i giardini pubblici rientrano anche i parchi e i giardini aperti gratuitamente al pubblico, afferenti a musei e ad altri istituti e luoghi della cultura.
Resta inteso che la giustificazione degli spostamenti ammessi fuori dal proprio Comune, in caso di eventuali controlli, può essere fornita nelle forme e con le modalità dell’autocertificazione.

LE MULTE

Per chi non rispetterà le regole sono previste multe che vanno dai 400 ai 1.000 euro (su cui si applica la riduzione del 30% se pagate entro 5 giorni). Le sanzioni sono aumentate di un terzo se si utilizza un veicolo.

Ultimo aggiornamento: 15:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA