Elezioni comunali da record, a Roma 22 candidati sindaco

Domenica 5 Settembre 2021 di Lorenzo De Cicco
Elezioni comunali da record, a Roma 22 candidati sindaco

Ce n’è davvero per tutti i gusti in questa affollatissima corsa per il Campidoglio: addirittura due liste di nostalgici degli antichi romani - una rivuole i sesterzi, un’altra si ispira a Nerone - mentre si rivedono sulla scheda la falce e martello e lo scudo crociato, per gli irriducibili della Prima Repubblica. Sarà quasi certamente una corsa a 4: la sindaca uscente Virginia Raggi contro Roberto Gualtieri, Enrico Michetti e Carlo Calenda. Ma in totale ci provano in 22. Un record: solo nel 2013 si era arrivati a tanti contendenti per la fascia tricolore, mentre cinque anni fa ci si era fermati a 16 e nel 2008 erano in 15. Stavolta le truppe si ingrossano, oltre 2mila nomi in lizza tra il Campidoglio e i parlamentini dei 15 municipi. E dato che, sondaggi alla mano, sarà una sfida sul filo, ogni partitino sulla scheda rischia di distrarre voti dagli schieramenti principali.

 

 

Chi sembra avere meno concorrenza a destra è Enrico Michetti. Il candidato di FdI ha presentato ieri le 6 liste che l’appoggeranno il 3 e 4 ottobre: oltre ai meloniani, c’è Forza Italia, la Lega, i Liberali e la lista Rinascimento-Cambiamo di Sgarbi e Toti. Più la civica personale dell’avvocato. Oltre il recinto del centrodestra, corre in solitaria Gian Luca Gismondi, che rispolvera la fiamma con il “Movimento Idea Sociale”. Mentre negli uffici elettorali di via Petroselli non si è presentata CasaPound (nel 2016 rimediò l’1,13%).

 

Anche Carlo Calenda ha consegnato le firme ieri mattina, poco prima del gong di mezzogiorno: un solo cartello, per il leader di Azione, in cui sono confluiti anche i renziani di Iv. La capolista sarà Annalisa Scarnera, una delle fondatrici della gay street romana.
Per il centrosinistra, Roberto Gualtieri corre con una formazione a 7. L’ultima lista consegnata è stata quella dei socialisti, in cima c’è Bobo Craxi. Gli altri partiti avevano già chiuso le pratiche venerdì: nel blocco di testa del Pd c’è il minisindaco uscente del Centro storico, Sabrina Alfonsi, e poi Ubaldo Righetti, vecchia gloria della Roma di Liedholm. Per la civica di Gualtieri, la capolista sarà Monica Lucarelli, ex presidente dei giovani imprenditori di Roma. Con l’ex ministro dell’Economia, la sinistra sfodera due simboli: la “Sinistra civica ecologista”, che mette insieme pezzi di Leu, e “Roma Futura”. E ancora, con Gualtieri, c’è la lista Europa Verde e Demos del consigliere regionale Ciani.

Virginia Raggi tenta il bis con una coalizione formato maxi. Già questa è una novità per il M5S, abituato a correre in solitaria. Accanto al simbolo stellato, ecco gli “Sportivi per Roma”, la “Roma Ecologista” promossa da Pecoraro Scanio, una lista moderata, “Roma Decide”, le “Donne per Roma”, e la civica di Raggi, che candida un potenziale big delle preferenze, l’assessore al Personale, Antonio De Santis, l’uomo che ha sbloccato il concorsone per oltre 5mila assunzioni. Possono infastidire la grillina - o almeno rosicchiare qualcosa in termini percentuali - l’ex M5S Monica Lozzi, minisindaca del VII che sarà in pista con REvoluzione civica. E un’altra ex stellata, la senatrice Margherita Corrado, ci prova con “Attiva Roma”.
A sinistra-sinistra, ci prova l’ex autista dell’Atac Micaela Quintavalle, col Partito Comunista di Marco Rizzo. C’è anche un altro “Pci” che propone Cristina Cirillo. L’ex assessore all’Urbanistica di Raggi (silurato dopo pochi mesi) Paolo Berdini sarà in campo invece per Rifondazione con “Roma ti riguarda”. Sempre a sinistra, forse l’area più affollata della contesa, Francesco Grisolia e Potere al Popolo con Elisabetta Canitano.

PRIMA REPUBBLICA

Non solo falce & martello: riecco lo scudo crociato. Sotto le insegne della Democrazia Cristiana si propone Rodolfo Concordia. «Meglio la Prima della Terza Repubblica - dice - C’è ancora bisogno di diccì». Ce ne sono addirittura due: Paolo Oronzo Magli si lancia col Movimento Libertas.

Tra i “piccoli”: il Popolo della Famiglia schiera Fabiola Cenciotti, la lista delle Buone maniere è in gara con Giuseppe Cirillo, uno psicosessuologo detto “Doctor Seduction”. E l’elenco è ancora lungo: ecco i liberisti con Andrea Bernaudo; il partito Gay con Fabrizio Marrazzo; rispunta l’Italia dei valori, che scommette sul tribuno dei consumatori, Rosario Trefiletti. Immancabile, un partito anti-vaccinisti: il movimento “3V” (che sarebbe: vaccini vogliamo verità) con Luca Teodori. Si diceva dei nostalgici della Roma antica: Sergio Iacomoni, un signore abituato a vestirsi in tunica, ci prova con una “Lista Nerone”. E c’è anche Gilberto Trombetta, con “Riconquistare l’Italia”, che rivuole i sesterzi. 
 

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