È primavera, benvenuti tra gli zombie allergici

di Raffaella Troili

Chissà com’è la primavera senza allergia. senza polline, senza starnuti continui, senza occhi rossi e senza naso otturato.
@waitingvdylan

Hai il raffreddore? Macché. La bronchite? Forse. Gli allergici di nuova generazione ci mettono un poco a capire che è colpa di graminacee, parietarie e betulle. E che quel polline nell’aria quest’anno punta dritto alla loro faringe e che sono entrati a pieno titolo nel gruppo di chi a primavera rischia di “scapocciare”. La tossetta alta e stizzosa, gli occhi gonfi, quel tinticarello che scoppia la notte, la voce che s’abbassa, la spossatezza latente (a forza di tossire e starnutire), anche qualche linea di febbre rendono d’improvviso meno piacevole la primavera, molti s’interrogano su come hanno fatto a sopravvivere finora quanti sono allergici da una vita. In realtà il numero di chi “soffre” pollini vari aumenta di anno in anno. Crescono i casi di allergie e asma tra i bambini, ma anche gli adulti si sensibilizzano in maniera esponenziale. Frassini, querce, roveri, pioppi, platani, cipressi, gli alberi che ancora sono in piedi nella capitale in questo periodo danno vita alla maledetta pioggia di polline. Il picco di fioritura non è arrivato, gli esperti sono partiti con l’antistaminico in anticipo, occhiali scuri e mascherine si tengono alla larga dai parchi. I neofiti arrancano in cerca di consigli tra farmacie, termometri e sintomi tutti da scoprire (se respiri col naso ti salvi un poco, dunque “muto”). E se qualcuno spera nella pioggia di questi giorni si sbaglia, il consiglio è non uscire subito dopo un temporale: l’acqua sminuzza il polline in piccoli frammenti che meglio s’insinuano nelle nostre povere gole.
Mercoledì 9 Maggio 2018, 00:05
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