Dopo le feste..., via alla tecnica del capitone

Dopo le feste..., via alla tecnica del capitone
di Raffaella R. Ferré
Domenica 20 Novembre 2022, 10:39
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Qualcuno beato lui che può ha cominciato a rispondere a incombenze e richieste con la frase: Ne parliamo dopo le feste. Ma quali, mi chiedo e poi mi volto: sono alla fine di via Marina intasatissima di traffico e m'abbagliano quasi le luminarie natalizie d'un negozio. Sorrido dell'anticipazione, ma lo stesso mi succede il giorno appresso andando verso gli chalet di Mergellina. Intanto leggo che anche alla stazione centrale Antonino Cannavacciuolo, tre stelle Michelin e ancora il tipo a cui non ti vergogneresti di confessare la passione per la pasta al forno del giorno prima, apre un temporary store dedicato ai panettoni.

Dico a me stessa: ma è presto, no? Poi, al supermercato, non trovo le cose sul solito scaffale: l'hanno liberato per far spazio a cibarie natalizie di ogni foggia e marca. E in bella mostra tra pandori, struffoli, mustacciuoli, roccocò, bustine di pisto napoletano, spuntano tutti gli ingredienti per preparare la pastiera, come se invece di Natale, dovesse venire Pasqua.

Questa regola della tradizione, ecco: so che valeva una volta e adesso non vale niente, e non c'entra solo il fatto che più di novembre, quello che viviamo pare marzo. È che nel continuo anticiparsi le cose, chiamarsi i tempi prima che sia il tempo, c'è l'unico rimedio che i napoletani hanno trovato alla paura del futuro: acchiappare i momenti belli come fossero loro i veri e propri capitoni di cui temere la fuga.
 

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