Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Quelli che a Ferragosto restano a Napoli

Domenica 14 Agosto 2022 di Raffaella R. Ferré
Quelli che a Ferragosto restano a Napoli

Quelli che a Ferragosto bisogna andar via, altrove, dovunque, fosse anche caricarsi in auto come per una spedizione nel deserto e finire su una spiaggia a pestarsi i piedi con mille altri, basta non restare a casa. Quelli che a casa non ci restano già da un po', sul calendario c'era scritto giugno, loro hanno letto fuori di qui, verso l'orizzonte vacanziero che s'allontana ad ogni passo, con il passo che va avanti finché il portafogli lo sostiene, piangeranno miseria a settembre. Quelli che settembre è fantasia di vendetta degna del conte di Montecristo: dopo aver sofferto la rovente gabbia della città, costretti da lavoro e costi allucinanti, noi, spettatori del divertimento altrui via social network, partiremo alla faccia di chi torna.

Quelli che sono già partiti e già tornati, il mito delle vacanze anticipate sputacchiato qua e là in commenti del tipo: ad agosto non c'è niente di meglio che Napoli perché se ne vanno i napoletani. Quelli che ai napoletani hanno dato il cambio e camminano le nostre strade di saracinesche abbassate con gli occhi bene aperti: che cos'è, meraviglia o paura o entrambe, mescolate nel cocktail turistico? Quelli che turisti non sono, che la città non l'hanno mai lasciata e non la lasceranno: motivi vari, quasi mai belli, puoi leggerglieli tutti sulla faccia. Quelli che sulla faccia hanno una ruga a dividere pensieri e sudore e, in questo Ferragosto lungo, aspettano solo che passi.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA