Piedigrotta, la chiesa che voltò le spalle al dio scandaloso

Domenica 7 Luglio 2019 di Vittorio Del Tufo
«Napoli è una città costruita su palafitte di lava. E tra queste palafitte, il vuoto delle cave, la notte profonda delle grotte»
(Jean-Noel Schifano).
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Questa è la storia di un voltafaccia. Nel senso letterale del termine. E di una chiesa - una delle più popolari della città - la cui facciata venne ribaltata nei secoli passati perché non doveva guardare l'ingresso della Crypta Neapolitana, l'antica galleria scavata nel tufo della collina, nota anche come Grotta di Virgilio. Grotta da sempre associata, nella memoria collettiva, a riti orgiastici e oscene pratiche propiziatorie. Un destino enigmatico e singolare quello della chiesa di Santa Maria di Piedigrotta. Il cui improvviso capovolgimento continua ad appassionare, come un mistero mai realmente risolto, laici e credenti, uomini di Chiesa e storici dell'arte, esperti di simbolismo e di culti pagani.

Accadde nel 500. E, tra storia e leggenda, è ancora oggi opinione diffusa che la scelta fu imposta dalla necessità, per la Chiesa e in particolare per i canonici Lateranensi, di prendere le distanze da un culto considerato quasi diabolico. Stando a numerose fonti, la chiesa di Santa Maria di Piedigrotta, dedicata alla Natività di Maria, sarebbe stata eretta a partire dal 1352 sui resti (e sulle successive stratificazioni) di un antico sacello di Priapo. Nell'antichità romana il sacello (dal latino sacellum, diminutivo di sacrum, recinto sacro) era una piccola area recintata e senza copertura con al centro un'ara. Era solitamente dedicata a una divinità minore. La divinità minore, in questo caso, era Priapo, il Dio Scandaloso della mitologia greca e romana, figlio di Afrodite e Dioniso, il cui culto, che risale ai tempi di Alessandro Magno, è collegato ai riti dionisiaci di origine pagana.

Tra i primi ad accostare la Crypta Neapolitana (che sorge proprio alle spalle della chiesa di Piedigrotta) al culto di Priapo sarebbe stato il grande scrittore romano Petronio, autore del Satyricon: nel tenebroso antro, in onore del dio della fertilità, si sarebbero celebrate cerimonie misteriche e riti orgiastici; pare anche che in età magno-greca, nella grotta si celebrassero feste in onore di Afrodite, durante le quali vergini e spose infeconde partecipavano a pratiche propiziatorie e orge sacrali.

Per contrastare i lubrici misteri e i rituali dionisiaci che tanto scandalo destavano, gli uomini della Chiesa, nella seconda metà del Cinquecento, avvertirono la necessità di cambiare sia l'orientamento dell'altare sia l'intera pianta del luogo di culto. Quella chiesa doveva guardare altrove, il suo sguardo non doveva essere rivolto all'epicentro del baccanale. «La chiesa di Piedigrotta - spiega lo studioso Maurizio Ponticello, che ai misteri di Piedigrotta ha dedicato numerosi saggi - fu demolita e ricostruita in senso inverso, cioè capovolta. L'ingresso originario del primo edificio cristiano, infatti, quasi volesse contrapporsi ai culti pagani che si celebravano all'interno della grotta di Virgilio, guardava la Crypta da occidente, e poi, senza alcuna spiegazione apparentemente logica, con un colpo di mano, i Lateranensi lo spostarono a oriente facendolo affacciare su Mergellina: verso la città anziché verso la montagna». A meno di non pensare a un errore iniziale di progettazione, altamente improbabile, tutto lascia pensare a un effetto della Controriforma. Va ricordato che Santa Maria di Piedigrotta, nel 1454, era stata concessa da re Alfonso d'Aragona ai canonici Lateranensi, per essere poi restaurata per ben tre volte: nel 1520, nel 1820 e nel 1853.
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La chiesa sarebbe stata capovolta, dunque, con un preciso intento denigratorio. Ma se ci trovassimo di fronte a una colossale calunnia? Se il povero Priapo fosse del tutto innocente? Va detto che in questa incredibile storia - di pietre, uomini e Dei - di certezze ve ne sono poche. «I segni satanici che riconducono a Priapo - spiega Maurizio Ponticello - sono noti e non farebbero parte della vera tradizione di Piedigrotta. Più plausibile che la divinità collegata ai festeggiamenti della festa sia Dioniso al quale, nel mondo antico greco che pure ha dato origini a Napoli, erano dedicate le feste di vendemmia d'autunno».

Un punto fermo è rappresentato dai ritrovamenti archeologici. All'interno della caverna - durante uno degli interventi di restauro, quello voluto da Alfonso d'Aragona nel 1455 - sarebbe stato trovato un bassorilievo raffigurante il dio Mithra nell'atto di sacrificare un toro, a testimonianza di un culto, quello mitriaco, che sopravvisse anche all'avvento del Cristianesimo.

A favorire la «sacralizzazione» della Crypta, nella città dove tutto si affolla e tutto si stratifica, ha contribuito anche un fenomeno che desta da sempre la meraviglia dei napoletani e degli scrittori che ne hanno parlato: per due volte all'anno, alla fine di ottobre e di febbraio (prima che il luogo venisse chiuso) la luce del sole al tramonto attraversava l'intera grotta. E allora non è un caso che il colombario individuato come «tomba di Virgilio» si trovi proprio a ridosso dell'ingresso della Crypta. Come non è un caso che la leggenda abbia attribuito a Virgilio e proprio a lui il «perforamento» della grotta. Al Poeta Mago venivano infatti attribuite le funzioni sacerdotali degli antichi costruttori, e quel bagaglio di conoscenze sacre e misteriche legate proprio all'orientamento del sole.
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Insomma ci troviamo di fronte a un vero labirinto di simboli, riti e culti segreti. E contaminazioni. Gli stessi culti legati alla Madonna di Piedigrotta hanno origini lontane e sono strettamente legati alle celebrazioni pagane che si svolgevano nella Crypta. Di quei riti le celebrazioni cristiane hanno mutuato numerosi caratteri, in un gioco di specchi dove tutto si fonde e tutto si confonde: gli stessi carri allegorici utilizzati nella Festa di Piedigrotta, che ha a sua volta origini antichissime, perpetuano il ricordo dei carri rurali addobbati a festa con i quali il popolo si recava ai riti pagani che si celebravano nella grotta. Ma erano davvero, questi ultimi, riti orgiastici, o baccanali, dedicati al dio Priapo e destinati a propiziare la fecondità? Scavando tra i significati esoterici dei culti di Piedigrotta, si scopre che il povero Priapo potrebbe non avere alcuna colpa. E potrebbe aver svolto, in questa vicenda, quasi un ruolo da capro espiatorio.

Per Ponticello quella di Piedigrotta è una storia piena di lacune, omissioni, falsità e depistaggi. Mentre a giudizio di Roberto De Simone, grande studioso delle tradizioni popolari della Campania, la Crypta Neapolitana era un «luogo sacro della devozionalità popolare», anche se l'unica festa documentata ufficialmente è quella che si svolgeva nella notte tra il 7 e l'8 settembre, giorno della natività di Maria. Con il Cristianesimo il simbolismo pagano non mutò. Restarono, invece, l'eco e le tracce di quegli antichi culti pagani che la Chiesa cristiana, non essendo riuscita ad annientare, avrebbe finito poi per assorbire. Scrive De Simone («Il segno di Virgilio»): «In questo luogo misterico, collegato a Virgilio anche per altre leggende, il popolo napoletano si recava per tradizione a ballare, freneticamente, dalla notte del 7 settembre fino all'alba del giorno 8».

«Bande di monelli urlanti, schiamazzanti, invadevano la grotta e dando fiato a mille specie di trombette, riempivano l'aria dei loro mille suoni, dai più acuti ai più gravi: e questi insieme ai suoni dei tamburelli, delle nacchere, dei pu-ti-pù, e ai canti, formavano una specie di unico ululato, che rimbombando e ripercosso da quelle volte, assumeva un aspetto minaccioso da far spavento (L. De La Ville Sur Yllon, La Grotta di Pozzuoli, in «Napoli nobilissima»). Cosa resta, oggi, di questo incanto? Un ammasso di pietre e nulla più. L'ingresso della Crypta Neapolitana, per inspiegabili motivi, è ancora sbarrato, i lavori in corso sono in corso da una vita e ai napoletani è precluso l'accesso a uno dei luoghi più affascinanti d'Europa e del mondo. Altro che orge e riti segreti: il vero scandalo, oggi, è solo questo.Ultimo aggiornamento: 8 Luglio, 09:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA