Accusati di pedofilia ma innocenti:
la figlia affidata alla maestra

di Viviana De Vita

Un percorso di affidamento «inusuale e inconsueto» nell’ambito di una vicenda ricca di «lati oscuri» «che oggi necessariamente dovranno essere approfonditi per attribuire ad ognuno le proprie responsabilità». È un esposto presentato alla procura di Salerno e poi trasferito per competenza a quella di Napoli, ad aprire un nuovo capitolo nella drammatica vicenda che vede protagonista l’umile famiglia di pescatori di Cetara che, travolta dall’inchiesta che ipotizzando un grosso giro di pedofilia culminò nel gennaio 2010 con l’esecuzione di tre misure di custodia cautelare per poi concludersi 6 anni dopo con un’archiviazione, chiede ora giustizia affinché siano accertate le responsabilità da parte di chi gestì l’allontanamento della bambina dalla famiglia d’origine nella quale la ragazza, oggi maggiorenne, non è mai più tornata facendo perdere completamente le tracce. Nell’esposto, redatto dall’avvocato Antonio Bruno, si chiede alla procura di verificare se la sottrazione della 13enne ai genitori sia stata il frutto di una condotta dolosa dell’insegnante a cui la bambina fu affidata e di una psicologa, giudice onorario del tribunale per i minori, che gestì l’allontanamento della piccola dalla famiglia affidandola – si legge nell’esposto – «non alla nonna, alla zia, allo zio, o ad altri parenti, ma direttamente alla maestra». 
Sabato 10 Febbraio 2018, 06:20 - Ultimo aggiornamento: 10-02-2018 07:16
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