Accusato di sequestro di persona
per motivi professionali
Assolto dai giudici

di Viviana De Vita

Dovevano chiudere una società di assicurazioni ma non riuscivano ad accordarsi sull’aspetto economico. Così B.S., 56 anni di Battipaglia, pensò di far “ragionare” la socia chiudendola a chiave per un’ora all’interno dell’agenzia dopo averla aggredita ed essersi appropriato della sua borsa. Per quelle condotte, definite dalla Procura come una rapina e un sequestro di persona, rischiava 3 anni di reclusione così come avanzato dal pubblico ministero all’esito della sua requisitoria. Dopo l’arringa del legale dell’imputato, l’avvocato Orazio Tedesco, che ha chiesto l’assoluzione evidenziando che la vittima di quella condotta non si è neanche costituita parte civile non ravvisando in quell’episodio elementi di gravità, il giudice ha sciolto la riserva dichiarando prescritto il reato di sequestro di persona e assolvendo l’imputato dall’accusa di rapina. La vicenda oggetto del procedimento risale al giugno 2009 e si inserisce nell’ambito di un rapporto sempre più difficile tra i due soci della società che stava vivendo grossi problemi economici. La situazione precipitò e, dopo un diverbio, il 56enne perse la testa, aggredì la donna afferrando la sua borsa e finì poi per chiudere a chiave la malcapitata all’interno dell’ufficio dove la stessa fu costretta a restare per circa un’ora quando, finalmente, il socio si decise a “liberarla”.
Giovedì 7 Febbraio 2019, 17:59 - Ultimo aggiornamento: 07-02-2019 18:17
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