Accusato di violenze sui figli:
11 anni dopo «il fatto non sussiste»

di Giovanna Di Giorgio

«Cosa vogliono da me? Di cosa devo rispondere? Da cosa mi devo difendere?». Quando Enzo viene accusato di molestie sessuali nei confronti dei suoi tre figli, è esterrefatto. Incredulo. Devastato. Come il protagonista de Il Processo di Kafka, non capisce di cosa sia accusato e perché. Il mondo sembra all'improvviso girargli intorno e lui, in preda a una vertigine, non riesce a comprendere cosa stia accadendo. Non può. «Mi sono sentito perduto». Eppure, «senza aver fatto nulla di male», dovrà aspettare ben undici anni perché una sentenza gli tolga di dosso l'accusa di pedofilia. Perché i giudici scrivano nero su bianco che «il fatto non sussiste».
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Lunedì 15 Aprile 2019, 12:00
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