Addio a don Vincenzo Manzione
il sacerdote delle beatificazioni

Giovedì 22 Ottobre 2020 di Giuseppe Pecorelli

Era un prete di profonda vita interiore, don Vincenzo Manzione, scomparso martedì scorso a 87 anni. Nato a Teggiano il 1° aprile 1933, fu ordinato sacerdote, il 7 luglio 1957, con una celebrazione presieduta dal vescovo Felicissimo Stefano Tinivella nella chiesa del Sacro Cuore, nella frazione di Prato Perillo. Era un uomo che viveva con gioia il servizio sacerdotale. Fu parroco di diverse comunità diocesane, per tanti anni a Santa Maria delle Grazie di Borgo San Lazzaro-Persano, a Serre. Fu inoltre postulatore nelle cause di beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio Federico Pezzullo, indimenticabile vescovo di Policastro dal 1937 al 1970, e di Mariantonia Samà, una donna di Sant’Andrea Jonio, in provincia di Catanzaro, che visse con la forza della fede una gravissima malattia che l’aveva immobilizzata in un letto per sessant’anni. È anche grazie all’impegno e al lavoro meticoloso di don Vincenzo che Papa Francesco, lo scorso 10 luglio, ha firmato il decreto per la beatificazione di colei che i devoti definiscono «la monachella di San Bruno». Il sacerdote non ha fatto in tempo a partecipare al rito di beatificazione, ma si è spento consapevole che l’iter si fosse concluso positivamente. Della beata Mariantonia scriveva: «Su quel letto di dolore, sul quale fu inchiodata come su una croce per tutta la vita, diventato altare, calvario e cattedra, Mariantonia poté essere sacerdotessa, vittima e maestra di vita e di virtù eroicamente vissute e, perciò, esempio e sprone per tutti alla santità». E deve aver pensato a lei don Vincenzo quando, con fede paziente, ha affrontato stanchezza e malattia. 

 

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