Salerno, l'aeroporto delle polemiche:
i residenti contro l’ampliamento

Domenica 17 Novembre 2019 di Clemy De Maio
Costituita la nuova società di gestione, ottenuta la concessione al volo fino al 2043 e avviato l’iter per l’ampliamento della pista, sulla strada dell’aeroporto salernitano c’è adesso lo scoglio del Tar. La data che può fare da spartiacque è quella di mercoledì 20, quando davanti ai giudici amministrativi arriverà il ricorso presentato un anno e mezzo fa da tredici residenti dell’area circostante lo scalo di Pontecagnano. Chiedono di annullare il decreto di compatibilità ambientale con cui il Ministero ha dato semaforo verde al masterplan per il potenziamento del Costa d’Amalfi; in venti motivi, affidati agli avvocati Luca Giagnoni e Guido e Mauro Giovannelli, i ricorrenti evidenziano l’impatto dell’opera sull’ambiente ed esprimono preoccupazione per la salute dei cittadini di Pontecagnano, Bellizzi e Montecorvino Pugliano. Dopo la rinuncia, nei mesi scorsi, all’istanza di sospensiva cautelare dei provvedimenti autorizzativi, mercoledì il contenzioso giungerà in aula per l’udienza di merito, a pochi giorni dall’intesa tra Gesac e Ads che nel mese di ottobre ha sancito la nascita della nuova società deputata a gestire il futuro dell’aeroporto. Se il Tar dovesse pronunciarsi con un accoglimento del ricorso, quel futuro ne uscirebbe di molto ridimensionato, con uno stop al progetto di allungamento della pista che è opera propedeutica ai piani sviluppo. Per questo non solo Ministero dell’Ambiente ed Enac (l’Ente nazionale per l’aviazione civile), ma anche Regione, società di gestione e consorzio aeroportuale sono pronti a dare battaglia, con un elenco di memorie difensive e interventi in cui si rivendica la correttezza delle procedure.

Durissima, in particolare, la replica già depositata dalla spa «Aeroporto di Salerno - Costa d’Amalfi», che a proposito del ricorso dei cittadini parla di «motivazioni del tutto inconsistenti», poste a base di un’opposizione alla realizzazione delle opere «che nella più benevola delle ipotesi è il riflesso di timori e paure figli di un’ignoranza poco scusabile». Nelle ventidue pagine di memoria, affidate a un pool di quattro avvocati, si contesta la stessa legittimazione dei cittadini a rivolgersi al Tribunale amministrativo: «Soltanto tratteggiando l’iniziativa come una bomba ambientale, i ricorrenti riescono a invocare un proprio interesse al ricorso» si sottolinea, aggiungendo che «la mera lettura dei documenti prodotti dimostra però con assoluta evidenza che gli interventi in questione (...) sono stati oggetto di un’attenta e congrua valutazione dei profili di impatto ambientale e non pongono in alcun modo a rischio la salute umana o l’ambiente circostante».  Ultimo aggiornamento: 09:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA