Aeroporto, concessione ferma:
Salerno diffida il ministro Toninelli

di Rosa Palomba

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Inviata a Pontecagnano

Una pista di rilancio. Lo sviluppo del Meridione è tracciato nell'aeroporto Salerno-Costa d'Amalfi. In questa agile struttura che attraversa un triangolo di Comuni fra i monti e il mare a varie Bandiere Blu, ad appena cinquanta chilometri da Napoli, a «un passo» dalla Basilicata con la sua capitale mondiale della cultura e dalla Calabria. Crocevia fra due divine, le costiere Cilentana e Amalfitana. Comincia qui il decollo dello scrigno Salernitano. Ma solo a metà: arrivi e partenze sono infatti consentiti soltanto a jet privati e a charter di una quarantina di posti appena. Poco più di 20mila passeggeri all'anno, troppo pochi per sostenere costi di gestione, stipendi, manutenzione impianti. Quindi, dopo un decennio di autorizzazioni negate, incertezze e caos burocratico, nei giorni scorsi in direzione Roma questa volta è partita una diffida. Destinatari, i ministeri Infrastrutture ed Economia e Finanza, di Danilo Toninelli e Giovanni Tria. A firmarla, i componenti della società Aeroporto Salerno. Poche ma incisive righe per chiedere al governo di sciogliere un nodo lungo dieci anni e 400 metri; quanto manca all'attuale pista di mille e 600 metri per consentire il transito di aerei di linea per voli nazionali e internazionali.
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Sabato 9 Febbraio 2019, 08:00
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