Antonio, ucciso con sei coltellate
il padre: ditemi chi lo ha portato lì

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di Pasquale Sorrentino

Decine di corvi neri tagliano il cielo grigio sulla piscina comunale di Buonabitacolo. Guardano, dall’alto, una scena mai vista da queste parti. Il corpo di un ragazzino, Antonio Alexander Pascuzzo, privo di vita sul greto di un canale. Ucciso con sei coltellate al torace. Il corpo tra sangue raggrumito e terriccio fangoso. «È un omicidio», dopo tanti dubbi e voci, dopo i timori e le speranze dei giorni scorsi, la parola tanto temuta viene pronunciata dal procuratore capo di Lagonegro, Vittorio Russo, arrivato sul posto con il sostituto procuratore Francesca Fresch. Russo pronuncia la parola omicidio dopo aver visto il cadavere del ragazzo, dopo aver parlato con le forze dell’ordine. «Il decesso è avvenuto circa tre giorni fa con numerosi colpi di coltello al torace. Non c’è dubbio – sentenzia il magistrato - che si tratti di un evento delittuoso. L’autopsia è stata fissata per lunedì all’ospedale di Polla e darà maggiore risposte sui dubbi». 

C’è la possibilità che il corpo sia stato portato solo in un secondo momento alle spalle della piscina comunale di Buonabitacolo e che quindi il delitto sia stato consumato in un’altra zona del paese. «Ancora non si sa se sia stato sempre qui o se sia stato trasportato in seguito ma il decesso risale ad almeno tre giorni. Questa mattina (ieri – ndr) c’è stata una battuta in questa zona ed è stato avvistato il cadavere. Si tratta di un fatto gravissimo, il più grave di tutti». 

Le parole del procuratore vengono ascoltate anche dai tanti cittadini di Buonabitacolo accorsi sul luogo del dramma. E sono lacrime silenziose e abbracci. Forse di paura. Pensare che in una piccola comunità possa esserci un omicida fa paura. Lo si capisce dal volto contratto e triste del sindaco Giancarlo Guercio. Il primo cittadino è stato in prima linea nelle ricerche e negli appelli lanciati tra tv, giornali e social. Ora appare commosso e teso. «Ora è il momento del dolore. Da domani della prevenzione e degli interventi anche duri per far sì che la nostra comunità torni a essere una comunità serena». Una cittadinanza scossa dal suicidio di un ventenne poco più di un mese fa e ora da questo nuovo episodio drammatico. «Dobbiamo intervenire subito nel nostro sociale», sottolinea commosso Guercio. A pochi metri di distanza, viso tirato, rosso, il padre di Antonio, Giuseppe, viene abbracciato da alcuni parenti e amici. «Ditemi chi lo ha portato lì». Non urla. Lo dice quasi a bassa voce. «Ditemi chi è stato».
Domenica 15 Aprile 2018, 06:40
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