Appello del vescovo Bellandi:
«Basta con le messe in streaming»

Domenica 27 Settembre 2020 di Giuseppe Pecorelli

L‘arcivescovo Andrea Bellandi pubblica le nuove «disposizioni circa il culto e la pastorale al tempo del Covid 19». Le norme, ventisette in tutto suddivise per tematiche, sono introdotte da una lettera in cui il presule riconosce che la «pandemia, oltre a produrre stravolgimenti nelle dinamiche familiari, sociali, economiche e lavorative, ha anche procurato dissesti e scompensi nella vita della comunità ecclesiale». Fermo restando il punto saldo della sicurezza e delle norme sanitarie da adottare con rigorosità, sostiene che «è necessario recuperare gradualmente la normalità della vita cristiana» e invita i «fedeli a ritornare in chiesa per partecipare alla celebrazione comunitaria dell’eucaristia festiva». Non a caso, esorta i parroci ad aumentare il numero di messe per consentire la più ampia partecipazione possibile, mentre «sono proibite le dirette streaming» (eccetto per eventi particolari). Si vuole così «favorire una maggiore partecipazione alle celebrazioni eucaristiche festive». Le disposizioni del presule hanno grande rilievo pratico anche per i fedeli e, in modo speciale, per gli sposi, le famiglie alle prese con la prima comunione dei figli, quanti si accostano al sacramento della cresima, coloro che sono colpiti da un lutto. Tutti i sacramenti saranno celebrati in sicurezza e la mascherina resta un obbligo per officiante e fedeli (eccetto per gli sposi). I battesimi potranno svolgersi solo fuori dalla messa e saranno singoli. Riprenderanno le cresime, ma senza contatto fisico tra celebrante e cresimando (che pure il rito prevederebbe). Resta al momento sospeso il catechismo. 

Ultimo aggiornamento: 28 Settembre, 10:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA