Arianna, la ragazzina tetraplegica: appello bis al governatore De Luca

Mercoledì 15 Luglio 2020 di Petronilla Carillo

«Confido di individuare soluzioni condivise prima che sia troppo tardi». Termina così la breve ma forte lettera inviata ieri mattina dal legale della piccola Arianna Manzo, l’avvocato Mario Cicchetti, al governatore della Campania Vincenzo De Luca per sollecitare la sua mediazione a favore di una transazione con il Cardarelli, l’azienda ospedaliera napoletana condannata in primo grado ad un risarcimento di poco meno di tre milioni di euro per il danno causato alla ragazzina, oggi 15enne, quando aveva solo tre mesi. Danni cerebrali irreversibili, a causa di un farmaco sbagliato, che l’ha resa tetraplegica. Il legale, comunicando al presidente De Luca la decisione della Corte d’Appello di Salerno di sospendere l’efficacia esecutiva della sentenza, rinviando poi la discussione della causa al 24 settembre per consentire alle parti di interloquire sul rinnovo della perizia, parla di un clima di «assoluta disperazione» per la famiglia Manzo. «I genitori - scrive l’avvocato Cicchetti - non sono più in grado di garantirle il minimo delle cure per la sopravvivenza. E sono, essi stessi, stremati, tant’è che mi confermano l’intenzione di proseguire nello sciopero della fame».
IL COMMENTO
L’avvocato rincara poi la dose parlando di «disumane disfunzioni giudiziarie» a proposito dell’ordinanza dei giudici che avrebbero, «ai sensi dell’articolo 283 del codice di procedura civile, potuto sospendere in tutto o in parte l’efficacia esecutiva della sentenza impugnata. La scelta, tanto sorprendente quanto moralmente e giuridicamente inaccettabile, è stata, invece, quella di tutelare in toto gli interessi dell’azienda - che solo a seguito dell’ipotesi di accoglimento del proprio appello e della inimmaginabile mala gestio del patrimonio della minore da parte del giudice tutelare, unico competente a gestirlo, avrebbe potuto ricevere un danno - a fronte del diritto, quello si, costituzionalmente garantito, alla salute della piccola Arianna. La quale sicuramente, ad oggi, ha ricevuto danni (ulteriori rispetto a quelli causatigli dal Cardarelli) per le lungaggini del primo grado di giudizio (nove anni per ottenere la sentenza) e per la disumana decisione assunta dalla Corte che le imporrà di attendere altri anni per la sentenza di secondo grado».

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