Asia, la bambina col tumore insultata sui social: «Io più forte dopo il post di Mattarella»

«In un anno ho fatto 15 chemioterapie e avviato vari percorsi medici, conosco tutti i farmaci e le modalità»

Asia, la bambina col tumore insultata sui social
Asia, la bambina col tumore insultata sui social
di Pasquale Sorrentino
Mercoledì 22 Maggio 2024, 14:00 - Ultimo agg. 18:20
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Asia sorride. Lo fa anche con i suoi occhi chiari e pimpanti. Sorride per l'affetto che l'ha inondata, sorride perché è a casa e non in ospedale dove ha trascorso la maggior parte del tempo negli ultimi 12 mesi. È una ragazza solare, estroversa, istrionica e anche autoironica («prendevo in giro il mio prof perché era calvo e ora lo sono pure io», dice indicandosi la testa). Non si è fatta abbattere da un tumore, non si è fatta scoraggiare dagli haters e si è lasciata trasportare da affetto e messaggi di solidarietà dopo che, sul suo profilo Instagram, alcuni followers in anonimato l'hanno offesa per il suo tumore e le hanno augurato la morte. Asia ha 13 anni, è sorprendente e coinvolgente. Vive con la mamma, Rossana, a Sala Consilina, e da casa sua, con davanti un cornetto alla crema di pistacchio e le chat piene di messaggi che racconta la sua esperienza arrivata fino al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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Cosa hai pensato quando hai ricevuto quei messaggi?
«Ho risposto di getto, ho spiegato loro che non ho scelto certo io di avere un tumore».

E una volta passato lo stupore e il dispiacere, cosa hai pensato?
«Che non capisco il perché le persone insultano le altre, le offendono senza motivo e non credo ci sia mai un motivo per offendere davvero.

Poi farlo in anonimato, questo mi ha fatto arrabbiare ancora di più. Di certo non lascerò i social per persone come loro che pensano al male delle persone. Io decido di me stessa».

Torniamo al maggio del 2023. Cosa è successo?
«Il 31 maggio mi sveglio presto per andare a scuola. Ma c'è del sangue nelle mie urine e non mi sento bene. Vado al Pronto soccorso dell'ospedale di Polla con forti dolori. Vengo trasferito in poco tempo all'ospedale Santobono Pausilipon di Napoli e lì resto ricoverato venti giorni. Vengono effettuati i primi controlli, parlano con mia madre. A un certo punto sento la parola 'tumore' e capisco ma non ho avuto paura».

Ti hanno spiegato cosa era accaduto?
«Certo - dice guardando la mamma seduta al suo fianco -, io voglio sapere sempre tutto. All'inizio pensavo che il tumore fosse meno grave di un cancro, poi comprendo. Ho il tumore di Wilms, attacca i reni. Uno me lo hanno tolto dottori eccezionali. Vuole vedere la foto? Me la sono salvata perché così riconosco il nemico. Ho conservato anche la ciocca dei capelli che mi hanno tagliato prima di perdere i capelli. Ho pianto ma è stato più brutto l'intervento che perdere i capelli anche perché so che ricresceranno e io volevo donarli per delle parrucche a persone che vorranno».

Qual è stato il momento più brutto?
«Quando c'è stata la recidiva. Ho subito una seconda operazione. In un anno ho fatto quindici chemioterapie e avviato vari percorsi medici. Conosco tutti i farmaci e le modalità».

E infatti li snocciola. Poi sono arrivati anche gli haters...
«In ospedale il tempo non passa velocemente, ho imparato a suonare il pianoforte che è nella ludoteca, ma a volte sono stanca e resto a letto. I social aiutano e ho usato una funzione di Instagram per ricevere i messaggi anonimi e sono arrivate le offese. Mia madre ha voluto denunciare quanto avvenuto per lanciare un messaggio agli odiatori».

La reazione è stata nazionale, fino al presidente Mattarella...
«Sono rimasta senza parole. Quando ho letto il commento del presidente mi sono emozionata, mamma ha cominciato a piangere. Poi mi hanno scritto in tanti, un'ondata di affetto mi ha emozionato. Ho sentito la voce di Maria de Filippi che mi ha mandato un messaggio. Mi sono sentita molto più forte. Al presidente Mattarella dico grazie e spero di poterlo incontrare per farmi una chiacchierata e ringraziarlo dal vivo per il supporto che mi ha dato. Il suo primo messaggio su Instagram lo ha dedicato a me e questo mi ha reso estremamente felice. Come voglio ringraziare tutto l'ospedale Santobono di Napoli, e soprattutto llaria che mi coccola con la sua dolcezza».

Ha spirito combattivo e risoluto, Asia. Anche dal ricovero trova opportunità...
«Da quando mi hanno ricoverato ho scoperto che cosa voglio fare da grande: la chirurga d'urgenza e magari ricerca nel campo oncologico. I medici e gli infermieri del Santobono, che sono fantastici, mi spiegano tutto e mi danno molti insegnamenti. Inoltre ho imparato a suonare il pianoforte a orecchio, anche se amo ogni tipo di strumento e arte. Disegno molto quando sono ricoverata e ascolto tanta musica. Adoro Ghali ma anche i Coldplay».

Da un anno la vita è cambiata...
«La scuola mi piace un po' di meno (ride - ndr) dell'arte ma mi manca non andarci. Quando sono a Sala Consilina, come ieri (lunedì - ndr), riesco a uscire con i miei amici, andare al parco o mangiare un panino. Poi sto preparando la tesina sul cuore in vista dell'esame della terza media e l'anno prossimo andrò al socio sanitario di Polla. A volte mi fa fatica fare le cose più semplici, ma ora è normale e le affronto senza patemi. So cosa devo affrontare e so cosa voglio fare: voglio realizzare il mio sogno di diventare medico e ce la farò». 

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