Assenteisti al Ruggi, inchiesta chiusa
con un non luogo a procedere

Giovedì 24 Settembre 2020 di Viviana De Vita
Assenteisti al Ruggi, inchiesta chiusa con un non luogo a procedere

Errato uso del badge aziendale: il pubblico ministero rinuncia all’appello per quindici dei venti sanitari coinvolti in una delle tante tranche in cui si è divisa l’inchiesta del sostituto procuratore Francesco Rotondo sugli assenteisti al Ruggi e i giudici del tribunale di Salerno (presidente Silvana Clemente, a latere Giuliano Rulli e Mariella Ianniciello) confermano il provvedimento di non luogo a procedere firmato nel 2018 dal gup. Per gli imputati, assistiti tra gli altri dall’avvocato Gino Bove e accusati dalla procura di violazione dell’articolo 55 quinques del decreto legislativo165/2001, detto anche legge Brunetta, il fatto non sussiste. Accolto invece parzialmente il ricorso della procura a carico di altri cinque sanitari: a parere della Corte, in relazione ad alcuni episodi contestati dalla procura, la violazione c’è ma il fatto è di lieve entità. 

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IL BIS
Per gli imputati è stato confermato il non luogo a procedere già sancito dal gup ma, a differenza di quanto decretò il dottore Indinnimeo per il quale la sentenza di proscioglimento era fondata sulla circostanza che «il fatto non sussiste», per i giudici della Corte d’appello il fatto è di lieve entità. Quello conclusosi ieri era uno dei tanti ricorsi presentati dal pm Francesco Rotondo avverso le sentenze di proscioglimento pronunciate a carico dei dipendenti che non rispondevano di truffa ma solo di errato uso del badge. Per il gup Indinnimeo, sancì circa 600 proscioglimenti, «gli scambi compiuti dagli imputati non hanno determinato – e quinnon erano finalizzati a ciò – alcuna assenza dal servizio da parte degli stessi, nel senso che costoro, pur non timbrando personalmente il cartellino, sono stati sempre sul luogo del lavoro, dal primo all’ultimo minuto della richiesta di prestazione». 

Ultimo aggiornamento: 08:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA