Bandiere blu, il Cilento litiga
e Sapri esclusa annuncia ricorso

Martedì 10 Maggio 2022 di Mariagiovanna Capone e Antonino Pane
Bandiere blu, il Cilento litiga e Sapri esclusa annuncia ricorso

La buona notizia è una new entry, Ispani, la pessima sono le due esclusioni, San Mauro Cilento e Sapri. Sebbene 18 località marine della Campania siano insignite della Bandiera Blu, il saldo per l’estate 2022 è in negativo e bisogna mantenere la guardia alta per non perdere altre risorse in futuro. Il campanello d’allarme suona per il Cilento, viste le due località marine escluse dalla prestigiosa classifica stilata da Fee Italia (Foundation for Environmental Education), un’organizzazione internazionale non governativa e no-profit con sede in Danimarca, che utilizza criteri rigidi per l’assegnazione dei vessilli.

Mentre il sindaco di Ispani festeggia il rientro nella classifica dopo l’esclusione dello scorso anno dovuta al commissariamento, non mancano le polemiche: il primo cittadino di San Mauro Cilento, Giuseppe Cilento, confessa che l’assenza è dovuta a un vuoto nell’amministrazione comunale per la mancanza di un responsabile tecnico e quindi la domanda non è stata presentata. Ben diverso il discorso per Sapri dove la mancata assegnazione sta accendendo la campagna elettorale: il sindaco Antonio Gentile prepara un’istanza di riesame e insiste che «i dati sono buoni». Se la Campania riflette sulle Bandiere Blu perse, nel Lazio c’è stupore per quella persa da Ventotene, nota per le acque smeraldo e le baie esclusive molto amate da tanti vacanzieri campani. Alla base del diniego potrebbe esserci una gaffe degli amministrativi: il comune è commissariato e gli uffici si sarebbero dimenticati di inviare la documentazione richiesta dalla Fee. 

I criteri per l’assegnazione della Bandiera Blu sono assoluta validità delle acque di balneazione, efficienza della depurazione e della gestione dei rifiuti, aree pedonali, piste ciclabili, arredo urbano, aree verdi, servizi in spiaggia, abbattimento delle barriere architettoniche, corsi d’educazione ambientale, strutture alberghiere, servizi d’utilità pubblica sanitaria, informazioni turistiche certificazione ambientale delle attività istituzionali e delle strutture turistiche, pesca sostenibile. Perdere la Bandiera Blu significa quindi non aderire a questi criteri, estremamente importanti per la qualità di una perfetta vacanza, in particolare per i turisti stranieri che prima di pianificare le loro tappe tengono particolarmente a controllarle sulla base delle decisioni della Fee. In Italia le Bandiere sono aumentate di numero. L’anno scorso quelle ai comuni rivieraschi erano 201, nel 2022 sono 210. In questi comuni si trovano 427 spiagge, il 10% di quelle premiate dalla Fee in tutto il mondo. 

La Bandiera Blu poi è andata anche a 82 approdi turistici del Belpaese. Quest’anno hanno ottenuto il riconoscimento 14 comuni in più, ma 5 non sono stati confermati rispetto all’anno scorso. Le new entry sono Alba Adriatica in Abruzzo, Caulonia e Isola di Capo Rizzuto in Calabria, Ispani in Campania, Riccione e San Mauro Pascoli in Emilia Romagna, Porto Recanati nelle Marche, Cannobio in Piemonte (sul lago Maggiore), Castro, Rodi Garganico e Ugento in Puglia, Budoni in Sardegna, Furci Siculo in Sicilia, Pietrasanta in Toscana. Cinque le località in provincia di Napoli tra cui le spettacolari Baia delle Sirene, Marina del Cantone, Marina di Puolo, Recommone tutte di Massa Lubrense. Tredici quelle in provincia di Salerno tra cui Positano, Pisciotta, Camerota. Non sono stati confermati quest’anno San Mauro Cilento e Sapri in Campania, Ventotene nel Lazio, le Isole Tremiti e Otranto in Puglia. 

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La Bandiera Blu torna a sventolare sulla spiaggia della frazione Capitello di Ispani e il sindaco Franco Giudice festeggia senza dimenticare «la squadra che si è impegnata duramente e costantemente per garantire a residenti, operatori e turisti un ambiente di qualità e servizi utili, anche ai disabili». 

A far spiccare Ispani sono state le politiche ambientali: «Abbiamo organizzato giornate ecologiche, pulizie delle spiagge e migliorato l’arredo urbano. Dallo scorso anno abbiamo reso accessibile un tratto di arenile alle persone diversamente abili, prevedendo per loro anche momenti di animazione e integrazione» e si guarda anche agli amici a quattro zampe con un tratto di spiaggia riservato ai cani e ai loro padroni». 

Le esclusioni però non sempre sono per acque sporche o spiaggia senza servizi. I motivi possono essere amministrativi, proprio come accadde a Ispani lo scorso anno, assente dall’elenco perché il comune era commissariato e ci si dimenticò di inviare la domanda di partecipazione. Qualcosa di simile a quanto accaduto a San Mauro Cilento: i termini per presentare la domanda cadevano in un periodo in cui il Comune aveva perso il responsabile dell’ufficio tecnico e attendeva l’arrivo di un nuovo dipendente. La domanda non è stata quindi presentata. «L’esclusione di San Mauro Cilento è avvenuta per motivi puramente formali. Questo è l’unico comune della costa che non ha nessun tratto chiuso alla balneazione. È comune Riciclone, ha pannelli solari sul municipio, abbiamo rinnovato anche le fognature» si difende il sindaco Giuseppe Cilento. Qualcosa di simile è avvenuto a Ventotene che ha perso la Bandiera Blu che da un decennio veniva assegnata alla piccola spiaggia di Cala Nave. Il Comune è guidato da febbraio dal commissario prefettizio Monica Perna, che ha accolto con rammarico l’esclusione e ha già chiesto «una verifica agli uffici competenti» ma pare che gli amministrativi non avrebbero inviato la documentazione richiesta dalla Fee per una dimenticanza. 

 
 

Tutt’altra cosa è quello che sta accadendo a Sapri. La domanda è stata inviata e quindi la richiesta bocciata. Su quali basi si saprà non prima di una settimana: la commissione Fee fornirà al Comune le motivazioni poiché si tratta di una prassi atta proprio a migliorare e consentire loro di mettersi in regola per la successiva candidatura. Il sindaco Antonio Gentile è furioso e prepara un ricorso perché è convinto che Sapri abbia i requisiti per aggiudicarsi la Bandiera Blu 2022. «Ne sono convinto per due motivi in particolare: perché i campionamenti delle acque di balneazione registrati lo scorso anno nel periodo richiesto dalla Fee sono positivi e perché negli ultimi quattro anni abbiamo sempre ricevuto la bandiera blu». I divieti di balneazione degli ultimi anni e i dati negativi dei prelievi in alcuni periodi dal 2019 al 2021 a suo dire non avrebbero influito sulla decisione della Fee «perché nei periodi presi in considerazione per il 2022, i dati erano buoni. Gli ultimi campionamenti negativi risalgono al 2020 e quelli del 2021 non dovrebbero rientrare nei parametri per l’edizione di quest’anno».  

Ultimo aggiornamento: 12 Maggio, 08:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA