Baronissi, rubano una collana e poi
cercano di rivenderla nel «Compro oro»

Martedì 24 Marzo 2020 di Nicola Sorrentino
 Sono due le persone finite sotto accusa per tentata estorsione e ricettazione di preziosi e gioielli nell’ambito dell’esercizio di un’attività di compro oro, con sede a Baronissi. La richiesta di rinvio a giudizio riguarda due uomini, originari di Nocera Inferiore e Vietri sul Mare, che avrebbero provato a completare un cavallo di ritorno contattando il proprietario di una collanina d’oro giallo con madonnina, con l'obiettivo di farsi consegnare un prezzo di restituzione di 670 euro. Oltre che per aver detenuto dei beni oggetti di furto. Si trattava di una catenina d’oro con ciondolo e madonnina, del peso di 22 grammi, risultata rubata. Il capo d’accusa principale riguarda il riciclaggio di una ampia partita di materiale prezioso risultato provento di furto, con un elenco di beni di provenienza delittuosa «detenuti privi di scheda identificativa del bene e del soggetto che l’ha rivenduta all’attività di compro oro». La lista comprende un ciondolo da un grammo, anelli e orecchini per venti grammi di peso, oggetti in oro giallo e bianco tra anelli, collane e ciondoli e monili vari per oltre 300 grammi complessivi.

Nel corso delle indagini, l'attività di Baronissi fu anche sottoposta ad accertamenti, con la conseguenza della sospensione per 60 giorni della licenza con provvedimento emesso dal questore di Salerno. Il procedimento penale attuale vi si ricollega, perché il negozio avrebbe commercializzato preziosi rubati, in seguito ad una sequenza di numerosi furti in abitazione in città e provincia. A luglio scorso le attenzioni degli investigatori della Squadra mobile si concentrarono su un esercizio compro oro, le cui modalità operative avevano destato sospetti. Poi furono effettate operazioni di controllo della Divisione Polizia amministrativa, con le quali si scoprì che per numerosi oggetti preziosi presenti nell’esercizio non era stata fatta la prevista registrazione, dovuta agli esercizi attivi nel settore dei preziosi. Al centro dei sospetti erano finiti alcuni monili d’oro, il cui furto fu denunciato in un’abitazione della provincia di Salerno, con la controprova che alcuni di essi erano stati rubati. Oggetti per i quali il titolare dell’attività non aveva effettuato nessuna registrazione. Ad aggravare ulteriormente la posizione del titolare era infine spuntata anche la richiesta alla vittima del furto di una somma di denaro per ottenere la restituzione degli oggetti rubati.  © RIPRODUZIONE RISERVATA