Recovery plan, Bonavitacola a Salerno: «Occasione perduta, lo Stato ha scavalcato le Regioni creando asimmetrie»

Fulvio Bonavitacola Aula Magna Università di Salerno
Fulvio Bonavitacola Aula Magna Università di Salerno
di Barbara Landi
Lunedì 14 Novembre 2022, 15:13 - Ultimo agg. 23:57
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«Il Pnrr è un’occasione perduta», ad affermarlo è il vicepresidente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola, dall’aula magna dell’università di Salerno, a margine dell’inaugurazione del master in digitalizzazione del sistema elettrico per la transizione energetica promosso da Terna in collaborazione con l’ateneo.

«In un Paese bloccato nella palude burocratica, non al passo con i tempi occasione, la verità è che l’occasione ce l’avevamo, il Pnrr era un’opportunità strategica per fare ciò che è stato realizzato nel dopoguerra con il Piano Marshall, creando le basi per l’uscita dalla tragedia e ponendo le basi per la transizione da un Paese agricolo a quella che è diventata la settima potenza industriale. Purtroppo il Pnrr non è stata questo, ma un’occasione in parte perduta. Spero si possa recuperare – insiste Bonavitacola - ma lo Stato avrebbe dovuto chiamare intorno ad un tavolo i grandi player pubblici o imprese come Eni, Terna, Anas, Snam, Fincantieri, i grandi protagonisti della nostra economia».

È mancata, secondo Bonavitacola, una grande visione di insieme generale. «Il Pnrr è stato gestito con logiche tradizionale come uno spezzatino tra i vari interventi, delegando ai ministeri. Aggiungerei una nota dolente per quello che riguarda il mondo che io rappresento, quello delle regioni: lo Stato centrale ha scavalcato le Regioni e ha creato una grave asimmetria. Spero che si possa trovare il tempo e le sedi per recuperare, ma abbiamo imboccato una strada deludente e perdente».

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Il tema centrale da perseguire è lungo la direttrice tecnologia, innovazione, collaborazione tra istituzioni, in particolare accademia e grandi imprese. «Il problema del nostro tempo è la connettività, verso l'esterno e all’interno del nostro Paese, con un duplice obiettivo: sostenere lo sviluppo con le nuove tecnologie e accorciare il divario fra le diverse aree dell’Italia. Noi non siamo ancora un Paese unito sul piano dello sviluppo e dell'assetto socio-economico, quindi sviluppare le vie di comunicazione è fondamentale. Con Terna abbiamo un bel rapporto, stiamo sviluppando progetti di interesse comune, siamo contenti di questa collaborazione. Qui oggi in ateneo festeggiamo un'eccezione reale, festeggiamo delle opportunità di inserimento lavorativo di giovani che hanno mostrato capacità, passione, competenza. Terna ha offerto un’opportunità. È questo che dobbiamo fare, offrire prospettive concrete alle nuove generazioni. L’ascensore sociale si è fermato, in casi drammatici addirittura invertito. Prima un titolo di studio, per quelli della mia generazione, significava riscatto sociale, oggi siamo in piena svalutazione. Questo crea angoscia, sfiducia e disimpegno. Esempi come quello di oggi vanno incoraggiati». 

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