Boom ricoveri, tanti no-vax:
ora gli ospedali scoppiano

Sabato 22 Gennaio 2022 di Sabino Russo
Boom ricoveri, tanti no-vax: ora gli ospedali scoppiano

Verso il sold out gli ospedali salernitani. Risultano pieni, infatti, i reparti dedicati al Ruggi e nei covid hospital Da Procida, Scafati e Agropoli. L'impennata dei contagi e la progressiva occupazione di quasi tutti i posti covid rende sempre più necessario affrontare il tema del trattamento dei positivi che necessitano di cure mediche e chirurgiche, che sempre più spesso si rivolgono agli altri nosocomi, con il rischio di ingolfare ancora di più il sistema. Sono 2mila 352, intanto, i tamponi positivi comunicati ieri dall'Unità di crisi, che portano la conta complessiva a 146mila 344. Lutto a Contursi Terme per la morte di un anziano, Giuseppe Ricca, stroncato dal Covid.

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Verso il tutto esaurito negli ospedali salernitani. Al momento, infatti, a Salerno città risultano pieni i 14 posti di malattie infettive e gli altrettanti di clinica infettivologica del Ruggi, così come sono in via di completamento anche quelli nella terapia intensiva modulare. La gran parte dei ricoverati sono persone non vaccinate. Sono solo due i letti ancora disponibili tra i 40 delle due pneumologie attivate al Da Procida. A Scafati, invece, sono sold out i 56 posti. Tutti occupati anche i 6 posti di terapia intensiva, i 7 di sub-intensiva e i 20 di degenza all'ospedale di Agropoli. Nella situazione sanitaria legata al covid, poi, c'è un altro aspetto da tenere sotto stretta attenzione: l'aumento dei contagi - anche senza portare sintomi - ha statisticamente innalzato la possibilità che persone positive abbiano bisogno di cure medico-chirurgiche. Persone che, ovvio dirlo, devono essere curate e che quindi chiedono il supporto degli ospedali «normali» della provincia di Salerno. Per accedere ai reparti occorre sottoporsi a un primo tampone rapido, prima del ricovero. Di fronte alle emergenze-urgenze o comunque a interventi necessari, a volte, non è neanche possibile aspettare il molecolare. Spuntano, così, diversi pazienti positivi (in questo momento ci sono o ci sono stati esempi del genere in diversi reparti degli ospedali salernitani), con inevitabili difficoltà nel trattamento degli stessi. Questo perché non ci sono posti negli ospedali covid in provincia e soprattutto c'è difficoltà per gli interventi medici e chirurgici per le persone contagiate dal covid. I pazienti positivi, infatti, devono essere trattati - è ovvio, ma meglio ribadirlo - negli ospedali dedicati. Una prima risposta, nelle prossime settimane, potrebbe arrivare dall'ospedale di Agropoli, dove è in programma la realizzazione di sale operatorie per l'assistenza a pazienti covid.

Sono 2352, intanto, i tamponi positivi comunicati ieri dall'Unità di crisi, che portano la conta complessiva a 146mila 344. A Salerno città sono 136 i nuovi casi, tra i quali c'è un neonato con meno di un anno di vita. A Cava de' Tirreni, invece, si contano attualmente 2mila 495 casi, di cui 78 nella fascia da 0 a 5 anni d'età; 137 dai 6 ai 10 anni; 92 da 11 a 13 anni; 221 da 14 a 18; 387 da 19 a 30 anni; 722 dai 31 ai 50 anni; 645 dai 51 ai 70 anni; 134 dai 71 agli 80; 79 dagli 81 in su. I nuovi guariti sono 509, gli ospedalizzati 4. Si registrano, inoltre, ben 310 nuovi casi a Sarno, 49 a Campagna, 36 a Castel San Giorgio, 9 a Pellezzano, 15 a Tramonti, 42 a San Marzano, 5 a Scala, 27 positivi a Fisciano, 16 a Minori, 17 ad Amalfi, 7 a San Gregorio Magno, 24 a Vietri sul Mare, 7 a Postiglione, 10 a Contursi Terme, 17 a Sapri, 15 a Giffoni Sei Casali, 41 ad Agropoli, 7 a Ravello, 19 a Giffoni Valle Piana, 61 a Capaccio Paestum, 8 a Sicignano degli Alburni, 30 a Sant'Egidio del Monte Albino. A Eboli sono 1299, complessivamente, gli attuali positivi, la maggior parte dei quali asintomatica. Di questi, 76 sono i nuovi casi. I nuovi guariti sono 40. È guarita, intanto, la sindaca di San Cipriano Picentino. «Ritorno a lavorare a pieno ritmo - fa sapere la prima cittadina Sonia Alfano - Mi piace ricordare a tutti quelli che stanno attraversando un brutto periodo che si deve essere non come chi vince sempre, ma come chi non si arrende mai».

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