Dalla Calabria al Cilento per evadere
le tasse: sequestri milionari, c'è Ferrari

Sabato 12 Dicembre 2020 di Carmela Santi

Avevano scelto il Cilento per realizzare il loro paradiso fiscale. Per il sodalizio nato in Calabria ed operativo nel Nord Italia è scattato un sequestro preventivo milionario. Sequestrate ville, auto di lusso orologi di valore ed opere d’arte. A finire nei guai sei soggetti, tra commercialisti ed amministratori di una società di Milano, ritenuti a vario titolo responsabili di un’evasione fiscale quantificata in oltre 2 milioni e mezzo di euro. Le prime indagini sono state avviate nel 2016, dalle fiamme gialle di Vallo, insospettite dal fatto che un imprenditore aveva spostato nel piccolo Comune di Laurino la sede di una delle sue imprese, operante nel settore dell’impiantistica termica. Del centro cilentano è originaria la moglie di uno dei membri del sodalizio a sua volta originario della Calabria. Un trasferimento anomalo e, soprattutto, avvenuto solo sulla carta. Come riscontrato infatti dai militari, nel corso di un sopralluogo, presso il nuovo indirizzo non vi era alcuna traccia dell’azienda.

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Non un’insegna o una cassetta postale, tantomeno un locale o un magazzino che ne provasse l’operatività. L’inchiesta ha, da quel momento, preso tutt’altra piega: per fare luce sulla vicenda, i finanzieri hanno aperto una verifica per approfondire la posizione fiscale della società, che di fatto aveva mantenuto cuore e anima a due passi dal Duomo di Milano. Gli investigatori hanno approfondito le ricerche attraverso interrogazioni alle banche dati, accertando che, dal 2013 al 2015, l’impresa aveva utilizzato fatture per operazioni inesistenti emesse da diverse aziende, riconducibili allo stesso titolare. 

 

Ultimo aggiornamento: 13 Dicembre, 10:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA