Camorra, nasce il Polo della Carità
su terreni confiscati alla criminalità

Lunedì 19 Aprile 2021 di Marco Di Bello
Camorra, nasce il Polo della Carità su terreni confiscati alla criminalità

La criminalità organizzata riceve una sconfitta cocente in provincia di Salerno. A Battipaglia, a sconfiggerla è la comunità parrocchiale: in un ex opificio confiscato a esponenti del crimine camorristico, infatti, vedrà la luce un polo della carità. Una struttura che servirà per dare un aiuto concreto alle famiglie meno abbienti.

Il progetto, che è stato recentemente approvato dal Consiglio comunale della città, prevede l’abbattimento della struttura esistente, un ex materassificio, e la ricostruzione di un complesso di venti appartamenti di altri locali adibiti a varie attività sempre a sfondo sociale. Ecco, dunque, la lavanderia sociale, dove sarà possibile igienizzare i vestiti dei poveri, una mensa sociale per offrire un pasto caldo a chi non può permetterselo, un centro sportivo per essere vicini anche alle fasce giovanili, spesso preda di fenomeni di deviazione e, addirittura, un auditorium.

Un progetto non semplice, però. L’area, infatti, è stata consegnata nelle mani della comunità parrocchiale battipagliese dal 2015. Da allora, più che il polo della carità, l’ex materassificio è stato sede di degrado e incendi. Una situazione di pericolo costante, dettata anche dal fatto che nel sito era presente anche dell’amianto. Tutto ciò ha inevitabilmente ritardato l’avanzamento del progetto, poiché non erano disponibili i fondi per prevedere anche la bonifica. Proprio per questa ragione, l’Amministrazione sta adesso interfacciandosi con l’Anci per trovare una soluzione ai progetti futuri: «Il Comune di Battipaglia sta ponendo, anche in sede ANCI, il problema dei beni confiscati, che debbono essere consegnati ai comuni, ma che devono vedere anche lo stanziamento di fondi per il loro recupero - spiega il sindaco di Battipaglia, Cecilia Francese - Sulla base di  progetti rivolti al sociale ed allo sviluppo, altrimenti  quei beni corrono il rischio di deperire, finendo per costituire un elemento negativo agli occhi dell’opinione pubblica».

 

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