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Carfagna: «Mi candido con Azione». E il partito di Calenda punta al sorpasso di Forza Italia

Venerdì 29 Luglio 2022 di Mario Landi
Nella foto, la ministra per il Sud Carfagna

A rompere gli indugi con Carlo Calenda, dopo lo strappo con il Cav, in principio è stata Mariastella Gelmini. Oggi però tocca a Mara Carfagna che, in una lunga intervista al Corriere, ha annunciato il suo passaggio in Azione. Ma senza rancori per il passato. «La scelta più difficile, anche umanamente per la riconoscenza che devo a Silvio Berlusconi - ha sottolineato Carfagna -  è stata quella di lasciare Fi».

Più semplice, invece per la ministra per il Sud  il passo successivo: «Oggi formalizzerò la mia candidatura con Azione di Carlo Calenda, che rappresenta a mio giudizio l'unica proposta politica capace di salvare il Paese da una nuova stagione di estremismi».Senza veti in vista di possibili alleanze elettori con il PD di Letta: «La corsa in purezza' - sottolinea nell'intervista - sarebbe bellissima e anche più facile, ma so bene che le regole del sistema elettorale non la aiutano».

 

E se i due ex forzisti, Brunetta e Gelmini, hanno avuto qualche dissapore con il Cav, al momento dell'uscita, Carfagna non nasconde la gratitudine mostrata verso di lei da Silvio Berlusconi: «ho avuto una lunga conversazione con Berlusconi, che ha speso bellissime parole di apprezzamento per il mio lavoro. La stima reciproca rimane intatta. Ma  - ha aggiunto - non potevo restare in un partito che, davanti a una scelta di crisi, tra salvare il Paese ed esporlo a un'ennesima avventura, prende la seconda strada senza neanche chiedere: quali sono i rischi per le categorie, per le imprese? Che succede al Piano di Ripresa se revochiamo la fiducia?».

La tentazione del "Sorpasso"

In casa Azione invece si guarda ai numeri. Perché se la non fiducia al governo Draghi ha già fatto perdere un punto percentuale a Forza Italia, scendendo al 7,8%, come attesta l'ultima supermedia YouTrend, è probabile che da qui a due mesi, possa incidere sui consensi anche l'asse con la Lega sovranista di Salvini. Di certo, Azione, che oggi è già intorno al 5%, sembra destinata ad accogliere quelle istanze della destra moderata che ben incarnano anche gli ex tre ministri usciti dopo la crisi di Governo. Le stesse rimarcate da Carfagna all'interno della sua intervista: «una  proposta europeista, liberale, garantista, fedele al patto europeo e occidentale». Quindi, se è chiaro che un semplice cambio di casacca può difficilmente spostare voti,  il riassetto del posizionamento di un partito, può incidere sulla percezione degli elettori e riversarsi sui sondaggi. 

Ultimo aggiornamento: 16:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA