Catena Fiorello con Amuri a Sarno:
romanzo appassionato e struggente

Martedì 5 Ottobre 2021 di Rossella Liguori
Catena Fiorello Galeano

Catena Fiorello Galeano con il suo Amuri ha chiuso la rassegna SettembreLibri a Sarno, nella forte volontà dell’evento di tenere l’attenzione sui territori, sulle storie fatte di sentimenti e legami con la propria terra, le proprie origini. Il senso di identità di una comunità, il valore della famiglia e tutte le declinazioni dell’amore da Sarno alla Sicilia. Amuri è un romanzo appassionato, a tratti struggente, fatto di profondi legami e sofferti addii, di ardore e di silenzi, carico di dubbi e decisioni. Quella di Catena Fiorello Galeano, scrittrice, autrice e conduttrice televisiva e profondamente legata alla sua Sicilia i cui colori e le caratterizzazioni escono forti dalla sua scrittura, è una penna potente perché fortemente descrittiva. Nulla è lasciato al caso. Nei suoi romanzi, in cui spesso protagoniste sono le donne, i luoghi entrano in perfetta simbiosi con le persone. Tutto gira sempre intorno a sentimenti vigorosi che quasi sorreggono e spingono vite fatte di sacrifici, scelte spesso difficili ma determinanti. Uno stile che non giudica e non vuole porre il lettore nella posizione di giudizio, ma di riflessione, immedesimazione. Di vero e proprio viaggio.

Una scrittura che sa non solo toccare le corde del cuore, ma delineare speranza, voglia di riscatto delle protagoniste. 

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Nei romanzi di Catena il caso sorprende sempre, sia i personaggi che si muovono di pagina in pagina, che il lettore. «In Amuri c’è tanto di me emotivamente - spiega la scrittrice - Un libro molto faticoso perché quando racconti una storia in prima persona, l’io narrante è la protagonista, devi essere credibile. E mettersi nei panni di qualcuno che racconta la propria vita è complicato. Non solo calarsi nei panni della protagonista, ma diventare la protagonista. Io sono diventata Isabella che vive in maniera molto conflittuale il rapporto familiare e, per capire questo, ci riporta a quando aveva 10 anni e la sua famiglia si è interrotta. Una frattura profonda che lei vive da quel momento. Ho raccontato la storia di una famiglia con delle conflittualità perché mi piaceva indagare i “non detti”, cose che tante volte non si dicono per non ferite. Pensando che non dirle sia meglio che dirle ed invece e poi ci accorgiamo che le amare verità sono spesso necessarie nella vita. Io sono molto empatica con i peccatori, le persone che sbagliano di continuo e non intenzionalmente. I miei non sono mai racconti di giudizio. A me piace guardare, osservare. Attraverso i miei romanzi non do messaggi, io consegno una storia  e la lascio all’intelligenza emotiva del lettore. Ciascuno in base al proprio vissuto ne trarrà conclusioni, emozioni, immedesimazioni. Magari sentimenti anche forti, difficili, contrastanti. Il mio desiderio è quello di smuovere sempre qualcosa».

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