Chiedono soldi agli alunni delle elementari,
il giallo dei volontari: «Mai autorizzati»

Mercoledì 11 Dicembre 2019 di Viviana De Vita

Entrano a scuola per illustrare un progetto sulla sana alimentazione ma, una volta in classe, chiedono soldi agli alunni sostenendo che l’offerta è finalizzata ad aiutare i piccoli malati dei reparti oncologici. Il tutto all’insaputa dei dirigenti scolastici che avevano autorizzato i volontari solo a spiegare l’importanza di una dieta equilibrata e non certo a organizzare una raccolta fondi. L’anomalo episodio si è registrato in alcune scuole elementari della città e i volontari sono già stati segnalati all’associazione che si è dichiarata estranea al tentativo di raggiro messo in atto dai propri dipendenti. È stato il tam–tam rimbalzato nelle chat dei genitori andati su tutte le furie quando hanno visto i propri figli tornare a casa con le bustine. Così, hanno sollevato un vero e proprio caso facendo scattare, in particolare in un plesso della zona orientale della città, un consiglio straordinario nel corso del quale, alla presenza del rappresentante d’istituto, il dirigente ha chiarito la vicenda ribadendo l’estraneità della scuola che non ha mai autorizzato raccolte di fondi a favore dei bambini malati. 

È il 2 dicembre scorso quando i volontari di un’associazione che si occupa della lotta ai tumori, varcano il cancello di una scuola elementare della zona orientale. Dopo aver chiesto e ottenuto dal dirigente l’autorizzazione per spiegare ai piccoli alunni l’importanza di seguire un corretto regime alimentare, cominciano a girare per le classi e alla presenza delle maestre, illustrano i principi della sana alimentazione. Dopo la spiegazione, invece di lasciare la classe mostrano delle bustine ai bambini pregandoli di fare un’offerta per i piccoli malati di cancro. In cambio gli alunni avrebbero ricevuto dei simpatici gadget. Alcune maestre interrompono i volontari facendogli lasciare l’aula, altre acconsentono alla distribuzione delle bustine che sarebbero state ritirate il giorno successivo dai volontari stessi. 

Tornati a casa i bambini chiedono dei soldi da mettere nella bustina ed è qui che i genitori, all’oscuro di tutto, cominciano a segnalare l’anomalia nelle chat invitando i genitori a non lasciare alcuna offerta perché la raccolta fondi non è autorizzata dalla scuola che intanto, ha già avvisato i volontari di non presentarsi per ritirare le offerte. Il tam tam, però, non è immediato e in molte classi dell’istituto la notizia non arriva, così il giorno successivo sono numerosi i bambini che si recano a scuola con l’offerta senza però poterla consegnare perché dei volontari non c’è traccia. Molti bambini ritornano a casa con la bustina, qualcuno la lascia sul tavolo collocato davanti alla segreteria.  solo a questo punto, quando sono gli stessi bambini a riconsegnare i soldi ai genitori sostenendo mestamente che i volontari non sono più tornati, che si scatena il putiferio.

Ultimo aggiornamento: 10:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA