Coppia gay aggredita a Salerno,
l'uomo si pente davanti al giudice

Venerdì 27 Agosto 2021 di Nicola Sorrentino
Coppia gay aggredita a Salerno, l'uomo si pente davanti al giudice

«Non so cosa è successo, sono pentito di quanto ho fatto e chiedo scusa». Queste le dichiarazioni di G.M.D. il 40enne che ieri è mattina è comparso dinanzi al giudice del tribunale di Nocera Inferiore, in stato d'arresto, per aver aggredito con estrema violenza una coppia di donne omosessuali. L'uomo, difeso dal legale, Carmelina Maiorino, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, decidendo però di rilasciare delle spontanee dichiarazioni. A loro volta interrotte da un breve momento di commozione. Il giudice Giuseppe Palumbo ha deciso di confermare gli arresti domiciliari, convalidando l'arresto, sottolineando «l'efferatezza e crudeltà non comuni e significativamente allarmanti» che l'uomo ha mostrato nell'aggredire le due donne. Secondo l'accusa, per motivi discriminatori, legati alla loro natura sessuale. Un'aggravante tuttavia caduta, in sede di convalida, in ragione dell'assenza di un intervento normativo. I fatti risalgono a martedì scorso, poco prima delle 22. Secondo le ricostruzioni dei carabinieri di Castel San Giorgio, l'uomo aveva raggiunto l'abitazione dove le due vivevano, pur risiedendo in una frazione diversa. Nel chiedere spiegazioni sul perché della sua presenza, aveva aggredito una delle due donne - entrambe di 40 anni di circa - con un violento schiaffo, per poi infierire con calci e pugni. La vittima stava rientrando a casa da lavoro. Poco prima, aveva allertato la compagna della presenza di un uomo nei pressi di casa, segnalata ai carabinieri, intervenuti poi nei minuti successivi. Con non poca fatica, i militari erano riusciti a dividere l'uomo dalle due donne. Una delle due parti lese ha perso tre denti ed è stata costretta a essere curata e medicata in ospedale. L'altra, pur con escoriazioni varie, ha invece presentato denuncia contro l'indagato. 

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Durante la colluttazione, il 40enne avrebbe insultato una delle due donne: «Brutta lesbica che non sei altro». Un passaggio richiamato dal giudice nella sua ordinanza, così come la frase che l'uomo avrebbe poi pronunciato successivamente, in caserma, durante il verbale: «Mo che la incontro gli faccio saltare da bocca il resto degli altri denti». Parole che per il tribunale dimostrano «una lucidità ed una ferocia criminale immotivate e mai neanche apparentemente celate». Ai militari, le donne avevano spiegato di vivere in un appartamento acquistato da un amico dell'indagato. Intanto la difesa del 40enne, che lavora in una fabbrica conserviera, si è riservata di studiare meglio gli atti, per poi presentare eventuali istanze sulla misura degli arresti domiciliari al momento confermata. La vicenda, così come il rapporto tra le parti, potrebbe arricchirsi di nuovi elementi, in futuro, prima della fase processuale. 

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