Corsa a piedi nudi in montagna: a Salvitelle una tradizione che si rinnova da secoli

Venerdì 1 Settembre 2017 di Pasquale Sorrentino

A piedi nudi affrontando rovi, sentieri scoscesi, pietre. Una corsa per devozione e per rievocazione. E' la corsa podistica che oltre trecento anni si percorre a Salvitelle. E che nei giorni scorsi è stata di nuovo protagonista. 
La particolarissima corsa podistica risale al periodo della dominazione francese, tra la fine del 1700 e gli inizi del 1800. Serra San Giacomo nel 1791 fu campo di esercitazione dei fucilieri francesi da montagna. I pastori del posto, legati alla Monarchia, per beffarsi dei soldati francesi gareggiavano con loro: ma mentre i francesi, prima d’intraprendere la scalata, si stringavano bene gli scarponi, i pastori di Salvitelle compivano ascesa e discesa del monte a piedi scalzi, tra la intricata e spinosa vegetazione del monte. E vincevano.
 


La tradizione è continuata nel tempo. Quest’anno sono stati 47 i partecipanti alla corsa, con la devozione per San Sebastiano che resta forte e che dà la forza agli atleti (anche bambini) per affrontare le avversità. A fine corsa i piedi sono, ovviamente ricoperti di sangue e al momento dell’arrivo in chiesa gli “atleti del Santo”, come vengono definiti, baciano i piedi della statua di San Sebastiano e poi disinfettano le ferite in una tinozza di vino, nel piazzale delle scuole cittadine, e partecipano agli incontri di greco romana, anch’essi diventati una tradizione irrinunciabile. Quest’anno a premiare gli atleti è stato il parroco don Angelomaria Adesso. Francesco Brancato è arrivato al al primo posto, seguito da Stefano Tortoriello e Luciano Manzella.

«Grazie alla comunità per la devozione e l'impegno, in questo modo riesce a tenere vive le tradizioni. Spero che il progetto “Antiche suggestioni” possa essere rifinanziato e che l'evento cresca e si arricchisca sempre di più», ha riferito l'assessore Maria Antonietta Scelza. 

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