Costringe la ex a dormire
nella gabbia del cane: condannato

Venerdì 9 Giugno 2017 di Viviana De Vita
Il pm aveva chiesto 4 anni di reclusione per M.D.A., 44 anni di Giffoni, trascinato in un’aula di tribunale dall’ex compagna torturata e stuprata dall’uomo che la costringeva persino a dormire nella cuccia del cane. Il giudice Elisabetta Boccassini lo ha invece condannato a 5 anni e 4 mesi confermando tutte le accuse formulate a suo carico e non concedendogli alcuno sconto se non quello del rito abbreviato. La donna si è costituita parte civile nel procedimento attraverso l’avvocato Paola La Brocca ed, ora, dopo la condanna in sede penale potrà trascinare il suo ex compagno davanti al tribunale civile per chiedere il risarcimento dei danni. Violenza sessuale, maltrattamento, estorsione, stalking, minaccia e ingiuria erano le accuse contestate a carico dell’uomo, assistito dall’avvocato Paolo Toscano, finito nel mirino della Procura in seguito alla denuncia della vittima che, stanca di subire le continue vessazioni da parte del compagno, si rivolse ai carabinieri.

Secondo la prospettazione accusatoria il calvario per la 50enne sarebbe cominciato nel 2013 quando, dopo aver troncato una relazione, intrecciò un nuovo legame con il 44enne di Giffoni. I problemi, però, sarebbero cominciati da subito quando M.D.A., abbandonati gli inziali atteggiamenti gentili, avrebbe ben presto rivelato la sua vera personalità trascinando la compagna in un tunnel senza uscita e pretendendo da lei continuamente somme di danaro. La 50enne era minacciata di morte e stuprata dall’uomo che era solito rinchiuderla nella gabbia del cane dove era costretta a stare per ore tra gli escrementi dell’animale. Atroci le sofferenze che il 44enne avrebbe inferto alla donna che, solo in due occasioni si recò al pronto soccorso per farsi refertare due fratture: tutte le altre volte avrebbe subito in silenzio per il timore di ulteriori ritorsioni.

Tra le sevizie inferte dall’uomo, che si divertiva a spegnere le sigarette sulla pelle della compagna, non sarebbero mancati gli abusi di natura sessuale, anche questi, conditi da continui insulti alla vittima trattata spesso come una prostituta dal compagno che, dopo i rapporti, le lanciava dei soldi sul letto. Un calvario agghiacciante che non si sarebbe interrotto neppure dopo la fine della relazione. Secondo le accuse della Procura il 44enne avrebbe continuato a perseguitare la sua ex al fine di costringerla a corrispondergli le somme di danaro. La donna sarebbe stata costretta persino a consegnargli i soldi che aveva intascato in seguito al risarcimento per un sinistro stradale. Tutto ciò avrebbe ingenerato nella vittima un profondo stato di ansia costringendola a cambiare le sue abitudini di vita. Da qui anche l’accusa di stalking. Ultimo aggiornamento: 08:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA