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Salerno zona rossa, folla in strada
e in spiaggia: «Divieti folli, riapriamo»

Lunedì 29 Marzo 2021 di Barbara Cangiano
Salerno zona rossa, folla in strada e in spiaggia: «Divieti folli, riapriamo»

«Io riapro. Venitemi a fare la multa, chiudetemi, io non mi muoverò». Si chiude così il post della commerciante salernitana Rossella Anaclerico, corredato da una foto eloquente che ritrae centinaia di persone a spasso sul corso Vittorio Emanuele, come se fosse una qualsiasi giornata primaverile: 150 condivisioni e un mare di like e commenti a sostegno di una scelta che potrebbero appoggiare in molti. Un anno di sacrifici e i sostegni sempre più esigui da soli già bastavano a urtare gli animi dei titolari di negozi di abbigliamento e calzature. A questo si è aggiunta la beffa finale: «C'è stata più gente in giro questo fine settimana che in passato. Ma quale zona rossa, per piacere. Che senso ha continuare con questo gioco al massacro? Sono ancora indecisa se alzare la saracinesca prima di Pasqua. In ogni caso dal 6 aprile, anche se non dovessimo tornare in arancione, io aprirò. E come me faranno altri colleghi». Stessa decisione hanno assunto diversi operatori del comparto Horeca, annunciando già una settimana fa la data prevista per un ritorno alla normalità - con bar e ristoranti operativi a pranzo e a cena - che non terrà conto delle decisioni del premier Draghi, né di quelle del presidente della Regione De Luca.

«Da stasera, in tutta la Campania, le attività che aderiscono a Federmoda accenderanno le luci per dare vita a una protesta simbolica, ma non escludiamo azioni più eclatanti - anticipa Marco Salvatore di Federmoda - Noi saremo all'interno, a presidiare le nostre botteghe. I ristori sono stati offensivi. Ho perso oltre centomila euro di fatturato e me ne spettano duemila una tantum. C'è da rimpiangere Conte. E da rivedere i criteri di certe scelte. Perché un negozio di abbigliamento è costretto a chiudere, mentre uno di articoli sportivi no? Il parametro dovrebbe riguardare la metratura degli spazi e il conseguente ingresso contingentato dei clienti, non le categorie merceologiche. Abbiamo merce in arrivo, con i fornitori è una lotta continua, per non parlare dei proprietari degli immobili. I colleghi sono a un passo dalla rivolta». Ernesto Fava lo conferma con un post che non lascia spazio a dubbi: «Lockdown con chiusura di alcune attività, aperte solo quelle di prima necessità. C'è veramente del metodo in questa follia». Il clima è teso ed è evidente. «In profumeria posso andare, perché se non ho il rossetto nuovo rischio la morte. A comprare un paio di scarpe no - sbotta Rita Meoli - Mi spiegate la ratio di tutto questo? Un negozio o è pericoloso o non lo è. E non si possono fare classifiche sul necessario, a meno che non si parli di alimentari. Se c'è un'emergenza sanitaria in corso, allora che si chiuda tutto e che si verifichi il motivo per cui per strada c'è una marea di gente. Altrimenti lasciateci lavorare. Abbiamo perso fin troppo tempo».

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Seconda domenica delle Palme blindata. Ma se un anno fa Salerno appariva spettrale, con strade deserte e serrande abbassate, sia ieri che sabato lo scenario è stato ben diverso. Il caldo e il sole hanno infatti spinto tantissime persone a uscire per una passeggiata, un aperitivo, una chiacchiera con gli amici e perfino un primo tuffo beneaugurale. Dal centro a Mercatello, traffico sostenuto in tarda mattinata e strade particolarmente affollate. Preso d'assalto anche il lungomare della zona orientale, dove runner, ciclisti, famiglie con bambini, coppie e gruppi di amici, si sono ritrovati per scambiarsi gli auguri. Gremite piazza Portanova e piazza Flavio Gioia. Così come via Posidonia e piazza Giancamillo Gloriosi. Tanti in fila all'esterno degli esercizi commerciali aperti, in particolare pasticcerie e bar, a cui l'asporto è consentito. Ed è proprio qui che, in alcuni casi, si sono registrati assembramenti di persone senza mascherina, mentre altrove - lungomare orientale compreso dove i nastri biancorossi sono già un ricordo lontano - erano in pochissimi a non rassegnarsi ad indossare il dispositivo di protezione individuali. «La giornata è splendida - ammette Rosario Ragone mentre passeggia al porticciolo di Pastena - C'è gente, è vero. Ma come si fa, dopo un anno, a pretendere che si debba restare chiusi in casa? Io e mia moglie non abbassiamo mai la mascherina, proviamo a scegliere posti dove non ci sia confusione, ci allontaniamo se vediamo gruppi nelle nostre immediate vicinanze. Ecco perché i luoghi aperti, come parchi, ville e lungomare, dovrebbero restare aperti». 

Ultimo aggiornamento: 30 Marzo, 20:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA