Culturista morta, tre indagati
Il sospetto: usava anabolizzanti

Sabato 3 Agosto 2019 di Nicola Sorrentino
La verità sulla morte di Anna Milite, culturista di 46 anni di Nocera Superiore, si avrà solo tra novanta giorni. Questo il tempo richiesto dai medici legali della procura, chiamati a fornire i risultati dell’autopsia, svolta ieri, sul corpo della donna. Sulla morte della donna viene ora condotta un’indagine dal sostituto procuratore Viviana Vessa. Tre sono le persone indagate: un medico nutrizionista e due preparatori atletici. Per loro, l’accusa in concorso è di morte o lesioni come conseguenza di altro delitto e utilizzo o somministrazione di farmaci. La famiglia della vittima è seguita dall’avvocato Alfonso Esposito. La procura ipotizza che la donna sia deceduta per un abuso di farmaci anabolizzanti in uso agli atleti. Determinanti saranno i risultati di due prelievi in particolare: quello proveniente dai capelli della donna e da un farmaco, contenuto in una boccettina senza etichetta, sequestrato dai carabinieri e nelle disponibilità della vittima. Anna Milite era ricoverata dal 28 marzo scorso. Il decesso è avvenuto il 28 luglio, nella struttura ospedaliera «Casa di Lara» a Salerno, un centro per la terapia del dolore. La donna pare soffrisse di un problema di occlusione alle corde vocali. L’autopsia, durata all’incirca tre ore, dovrà chiarire le cause della morte e quanto l’uso dei farmaci abbia potuto incidere. Prima di quel ricovero, la 46enne aveva girato diversi ospedali. Le sue condizioni fino ad un anno fa sarebbero state buone, ma i primi cambiamenti, soprattutto fisici, si sarebbero registrati quando decise di lasciare il suo preparatore atletico, per affidarsi ad un nutrizionista, ora indagato. Sempre secondo la denuncia, la donna avrebbe fatto uso di sostanze anabolizzanti. Ultimo aggiornamento: 08:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA