Detenuto morto dopo lite nel carcere di Fuorni,
due poliziotti indagati per concorso in omicidio

Sabato 14 Maggio 2022 di Petronilla Carillo
Detenuto morto dopo lite nel carcere di Fuorni, due poliziotti indagati per concorso in omicidio

Concorso in omicidio preterintenzionale. È questo il titolo di reato per il quale i due agenti della polizia penitenziaria, coinvolti della lite con il detenuto poi deceduto per infarto, sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla procura di Salerno. Un atto dovuto per consentire anche a loro di nominare dei tecnici per gli accertamenti medici irrepetibili, ovvero per l’autopsia sul corpo di Vittorio Fruttaldo il 36enne di Aversa morto martedì dopo una colluttazione con gli agenti, andati nella sua cella, nella sesta sezione, per recuperare gli oggetti personali del suo ex compagno trasferito. I due agenti, ricordiamo, hanno riportato uno dieci giorni di prognosi, l’altro ventuno. 

Sulla questione interviene ora il Sappe, il Sindacato autonomo polizia penitenziaria. Emilio Fattorello, segretario nazionale, è dispiaciuto soprattutto perché, dice, «i colleghi ora saranno sottoposti ad un processo mediatico mentre la loro unica colpa è quella di essersi trovati in quella cella in quel momento». Fattorello ammette di essere «indignato» anche per la fuga di notizie: «Il garante Ciambriello aveva la notizi’informazione dell’indagine prima di tutti, anche degli stessi indagati». Quindi: «Volevamo tanto che ci sbagliassimo, alle sospette dichiarazioni del Garante di complimenti verso il direttore della casa circondariale di Salerno in seguito ai fatti drammatici dell’altro giorno, giunge ora la notizia di due avvisi di garanzia». e incalza: «Qualcuno dirà: è un atto dovuto. Ma noi ci domandiamo: questi atti dovuti, ricadono sempre sui poveri cristi, ultimi anelli di una lunga catena?. Come al solito abbiamo fiducia nella magistratura ma le domande non mancano: se si parla di detenuto psichiatrico, perché era dimesso dalla articolazione mentale della stessa casa circondariale? Perché era alla sesta sezione? Aveva o no provvedimenti di grande-grandissima sorveglianza come previsto? Era stato preso in carico da una equipe di esperti ? Perché, come risulta, è stato spostato in continuazione nei vari reparti dell’istituto? Ecco che come al solito se la colpa ricade sui ”fessi” di turno ossia i poliziotti, fatalmente, in servizio». Sempre il segretario nazionale del Sappe qualche giorno prima dell’incidente ha inviato una nota in carcere, a Fuorni, proprio per puntare l’attenzione sulla assistenza sanitaria ai detenuti.

 

Vittorio Fruttaldo, il detenuto deceduto per infarto e per il quale la procura ha disposto un esame autoptico, doveva espiare un ultimo residuo di pena per lesioni personali e rapina. Era in carcere perché, ufficialmente, ritenuto un senza fissa dimora. Ed era malato. Aveva problemi di tipo pschiatrico tanto che, proprio quel giorno, il suo compagno di cella aveva chiesto ed ottenuto il trasferimento perché non riusciva più a tollerare le sue condizioni e il suo modo di fare. Secondo quanto riferito dalle autorità del carcere, pare che da tempo si rifiutava anche di parlare con il suo avvocato difensore. In passato era stato ricoverato nella sezione psichiatrica del carcere di Fuorni ma da qualche tempo si trovava nella sesta sezione ordinaria piantonato. Quando gli agenti sono entrati per prendere gli effetti personali dell’altro detenuto trasferito di cella, c’è stata una lite con colluttazione: gli agenti sono rimasti feriti e lui è deceduto per infarto. Le riprese delle telecamere di sicurezza riprendono soltanto l’ingresso degli agenti in cella. Tutto, dunque, è da ricostruzione e un importante contributo sarà dato proprio dall’autopsia. 

Ultimo aggiornamento: 20:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA