Gambizzato dopo una lite,
quattro giovani a processo

Martedì 1 Dicembre 2020 di Nicola Sorrentino

Lo sgarbo ad una ragazza, poi la lite in un bar. Infine il raid armato per punirlo. O forse per ucciderlo. Sono gli elementi alla base di una richiesta di giudizio immediato per quattro persone, accusate in concorso di tentato omicidio. I fatti risalgono al 18 giugno scorso, a Pagani. Sotto processo i fratelli Martin e Alessio Santaniello, Mike De Prisco e Aniello D’Auria. Tutto si consumò tra Corbara e Pagani, nei giorni precedenti e poi nella data individuata dagli inquirenti, dopo un’indagine condotta dal pm di Nocera Inferiore, Anna Chiara Fasano.

Secondo quanto raccolto dai carabinieri di Pagani, la genesi dell’inchiesta maturò da una «scortesia» nei riguardi di una ragazza da parte di una persona, che diede poi il via ad una serie di eventi culminati con la gambizzazione di un imbianchino, colpevole di aver difeso l’amico. A risultare decisive per le indagini furono le immagini di alcune telecamere di sorveglianza, oltre alla testimonianza della moglie della vittima e di quest’ultima, aggredita nei pressi della zona di Casa Marrazzo. Il raid armato fu la conseguenza di una lite in un bar di Corbara, dove la vittima intervenne per difendere un amico, accusato di aver fatto una scortesia ad una ragazza. E cioè, averla lasciata a piedi, dopo un appuntamento tra due coppie, dove figurava anche uno degli attuali indagati. Durante il litigio nell’attività commerciale, l’imbianchino avrebbe avuto la meglio su almeno due degli aggressori, che si dileguarono promettendo ritorsioni attraverso esplicite minacce.

Nel pomeriggio, la stessa vittima fu raggiunta in casa dai quattro indagati. A sparare - secondo le indagini - fu De Prisco, accusato di aver esploso almeno quattro colpi con una calibro 7,65. La vittima fu ferita al ginocchio, poi riuscì a girarsi di spalle, evitando di essere nuovamente colpito, fino alla fuga. 

 

Ultimo aggiornamento: 11:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA