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Cava de' Tirreni, disabile e senza reddito
picchiata e sfrattata dall'ex marito

Lunedì 27 Giugno 2022 di SImona Chiariello
Cava de' Tirreni, disabile e senza reddito picchiata e sfrattata dall'ex marito

Un passato difficile, fatto di minacce, violenze, culminate qualche anno fa in un tentativo di suicidio. E un presente ancora troppo pesante che, fra qualche giorno, la vede in pericolo di perdere anche la casa. A raccontare la sua vita travagliata è la signora Iole, 62 cavese, che senza troppi giri di parole ammette: «Fra qualche giorno se mi cacciano fuori di casa sono pronta a tutto anche a fare un gesto estremo. Ho chiesto aiuto ovunque. Mi sono incatenate davanti al Comune, ma nessuno é riuscito ad aiutarmi. Ho avuto solo porte in faccia».

Iole vive, con il figlio minore, in un appartamento nelle palazzine popolari di San Vito, in via Salvo D’Acquisto. La stessa casa da ventidue anni, anche se d’allora la situazione é stravolta perché nonostante le liti, le minacce e le denunce reciproche la donna abita nella stessa casa con il suo ex marito e la sua nuova compagna. Un appartamento diviso in due da una parete di cartogesso. Fin a qualche tempo fa é riuscita a pagare all’ex coniuge il “subaffitto”, ma ora le sue condizioni di salute non gli consentono di pagare le rate e così ha ricevuto una notifica di esecuzione di sfratto.

«Per raccontare la mia vita ci vorrebbe un libro - spiega la signora - Io sono entrata in questa casa, grazie ai sacrifici di mio padre, ben 22 anni fa. Mi sono sposata e ho avuto due figli. Poi da sette anni sono separata. Mio marito ha una nuova compagna. Ed io dopo anni di sacrifici, violenze verbali ho deciso di firmare la separazione consensuale. Ho sofferto di una forte depressione che mi ha portato a tentare il suicidio. Intanto le mie condizioni di salute sono peggiorate. Sono invalida al 70 per cento. Ho gravi patologie ai polmoni e al cuore. Non ho potuto più lavorare. Anche mio figlio é malato. Viviamo con 280 euro al mese: la pensione di invalidità».

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Intanto il problema casa è diventato più pressante: «Mio marito ha praticamente diviso in due l’appartamento con una parete di cartogesso. Io gli pagavo il sub affitto, ora non riesco più». Sono iniziate le lite e le denunce fino alla notifica dell’esecuzione di sfratto. «Non ho la busta paga - spiega la signora - non hanno accettato la busta paga di mio figlio maggiore che abita a Napoli per chiedere un prestito o per trovare una sistemazione altrove. Qualche giorno fa é venuto l’ufficiale giudiziario, mi ha dato dieci giorni di proroga, ma il problema resta ugualmente. Mi sono rivolta ai servizi sociali. Qualcuno deve aiutarmi. Rischio di non aver un tetto sotto cui dormire».

La signora spera che in questi giorni prima dell’esecuzione dello sfratto possa trovare una soluzione al problema casa. «Anche mio figlio minore - precisa la signora Iole - ha gravi problemi di salute e purtroppo non può darmi una mano. Non riusciamo a procurarci i soldi per l’affitto di una casa».

Ultimo aggiornamento: 14:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA