Uccisa davanti al figlio con 47 coltellate,
nuove accuse per il marito killer

Lunedì 13 Gennaio 2020 di Simona Chiariello
Stamattina prima udienza di Appello per Salvatore Siani, il barbiere che il 22 gennaio del 2018, uccise con 47 coltellate la moglie, Nunzia Maiorano davanti al figlioletto di appena cinque anni. In primo grado l’uomo è stato condannato a trenta anni di carcere, ma ora salta fuori una nuova, inquietante accusa nei suoi confronti: corruzione di minori. Un’ipotesi di reato per il quale dovrà andare a processo il prossimo 6 febbraio presso il Tribunale di Nocera Inferiore. Secondo l’accusa l’uomo avrebbe fatto pressione sul primogenito, spingendolo ad assumere comportamenti punibili dalla legge nei confronti di altre donne e della sua stessa sorella. «Il sacrificio di mia sorella è servito per salvare i suoi tre figli che oggi, nonostante l’immane tragedia e il dolore incessante, vivono sereni. Lui deve restare in carcere. Una riduzione di pena sarebbe come uccidere Nunzia due volte». Oggi i due figli più piccoli di Nunzia sono stati affidati al fratello minore della vittima che ha anche avviato le pratiche per l’adozione e il cambiamento del cognome: «Nonostante il trauma, vissuto da Michele che ha assistito all’omicidio, possiamo dire che sono sereni.Gli insegnantidicono che hanno fatto grossi progressi». 

In questi giorni sarà celebrato il processo in appello, richiesto dai difensori di Salvatore Siani. La famiglia della donna chiede che venga confermata la condanna in primo grado. «Non possiamo accettare che non è stata riconosciuta la premeditazione  - dice Gianni Maiorano, fratello di Nunzia - quando quella tragica mattina dopo aver accompagnato Marika a scuola è tornato a casa e dall’auto ha preso il coltello con cui ha ucciso mia sorella. Non possiamo accettare, come letto nelle motivazione, che ha ucciso perchè era stato offeso da mia sorella che lo aveva rifiutato una sua carezza. Offeso? Mia sorella è stata uccisa con 47 coltellate e non solo aveva il setto nasale rotto e le ciocche dei capelli strappate».  © RIPRODUZIONE RISERVATA